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Prato

Rinforzi giustizia, a Prato le briciole

Rinforzi giustizia, a Prato le briciole

La denuncia della Cgil: «Siamo quelli più scoperti e qui mandano solo tre assistenti giudiziari sul totale di 57 in Toscana»

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PRATO. Walter Vizzini lavora alla cancelleria del tribunale di Prato ed è delegato della funzione pubblica della Cgil. Dai carichi di lavoro che si ritrova non riesce nemmeno a mettere fuori la testa dal palazzo, lui come gli altri 43 colleghi con cui divide le stanze della cancelleria di viale della Repubblica: nel 2017 ha dovuto gestire una montagna di 402 fascicoli, per un totale di 17.702 pratiche penali e civili (senza tenere conto delle cause penali contro ignoti) piovute sulle scrivanie della cancelleria.

Per dirla con le parole di Walter, l’imminente arrivo degli assistenti giudiziari assegnati con il maxi concorso del ministero della Giustizia, 57 in Toscana di cui solo tre a Prato, rappresenta solo «una carezza in un pugno». Sa di beffa l’immissione di nuovo personale, a fronte di una scopertura in organico del 35%, la più alta in Toscana. La stessa percentuale di Siena, dove però di cancellieri ne arriveranno sei mentre a Pisa, dove il tasso di scopertura in organico è molto più basso (13%), entreranno in servizio otto nuove persone. LA DENUNCIA. Sono numeri, quelli forniti dalla Corte d’Appello di Firenze su richiesta della Funzione pubblica-Cgil pratese, che fotografano una disparità nella ripartizione del personale amministrativo nel distretto della Corte d’appello di Firenze. «Se la battaglia rimane confinata a una sigla sindacale, rischia di mancare un pezzo del racconto – fa notare il segretario della Fp-Cgil di Prato, Sandro Malucchi - Serve un’azione forte di “moral suasion”, per questo aspettiamo di incontrare il nuovo presidente del Tribunale che si insedierà nei prossimi giorni. Siamo pronti a muovere tutte le leve sindacali, compreso lo sciopero». Da anni si parla del sottodimensionamento della macchina della giustizia pratese: nel 2016 sono arrivati i rinforzi con sei nuovi giudici ma di personale amministrativo nemmeno l’ombra. «Lavorare alle attuali condizioni è molto difficile: mi domando quanto ci siano interesse, capacità e coraggio per risolvere questo problema», ammette Vizzini. In pratica, i cancellieri pratesi lavorano il doppio che altrove, con il numero più alto di pratiche gestite nel 2017: 402 a Prato, 351 a Siena, 330 ad Arezzo, 296 a Pistoia e 288 a Firenze. LA SOLUZIONE. Altro che tre cancellieri in più. Ne servirebbero 19 dei 57 nuovi cancellieri assegnati dal ministero della Giustizia per la Toscana, secondo la Cgil, per arrivare a 63 unità di personale amministrativo e a una media di 275 pratiche a testa. E pensare che il Consiglio superiore della magistratura aveva inserito nell’elenco delle “sedi disagiate” il tribunale di Prato mentre, durante una visita nel marzo 2017, il vicepresidente del Csm, dipingeva qui una «situazione eccezionale da richiedere una forte iniziativa di sollecitazione per risolvere i problemi relativi alla carenza di mezzi e di persone». Cosa si è mosso da allora? Tocca al ministero della Giustizia suddividere le fette di personale su spinta delle corti d’appello. «La speranza è che il nuovo presidente del Tribunale possa promuovere un nuovo interpello per riequilibrare questi numeri – auspica Malucchi - Sicuramente il periodo di vacatio non ha aiutato. Colpisce l’assenza di altri soggetti chiamati in causa che dovrebbero alzare la voce insieme a noi in questo momento come l’ordine degli avvocati e quello dei commercialisti». Un’occasione persa dunque, quella del concorso bandito dal Guardiasigilli che poteva portare una boccata d’ossigeno al tribunale pratese ormai sempre più al collasso, 19° in Italia e primo in Toscana per sopravvenienza di processi penali (5.264 per ogni giudice).

Maria Lardara

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