Sicurezza
Industria 4.0, nuovi bonus fiscali
I consulenti del lavoro: «Sgravi contributivi fino al 100% per chi assume giovani»
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PRATO. Dal 1 gennaio si potranno utilizzare i nuovi bonus contributivi per le assunzioni a tempo indeterminato dei giovani e diventano operativi gli incentivi per la formazione e la proroga dei benefit fiscali per l’Industria 4.0, le fabbriche ad alta tecnologia, digitali e interconnesse, per le quali il governo ha varato un piano.
«In un momento dove è difficile assumere – spiega il presidente dei Consulenti del lavoro Alessandro Bensi – si potrà utilizzare un pacchetto di misure per sostenere la ripresa e far entrare nel mondo del lavoro i giovani, anche perché in questo caso o si assume un giovane o non si ottengono sgravi».
Come è possibile usufruire degli incentivi? «I datori di lavoro potranno contare su uno sgravio del 50% per i primi tre anni di contratto a tutele crescenti, con un tetto annuo di 3 mila euro – continua Bensi –. Nel primo anno (il 2018) l’incentivo è previsto per l’assunzione stabile di under 35 (che non abbiano mai avuto rapporti d’impiego a tempo indeterminato in precedenza). Da gennaio 2019 il bonus potrà valere solo per gli under 29. Sempre per l’anno appena cominciato, però, l’esonero contributivo potrà arrivare anche al 100 per cento dell’onere a carico del datore di lavoro. Riguarda la sottoscrizione di un contratto a tutele crescenti per giovani fino a 29 anni, assunti entro 6 mesi dalla conquista del titolo di studio, che abbiano svolto alternanza o periodi di apprendistato per la qualifica e il diploma professionale o in alta formazione, oppure che siano iscritti al programma Garanzia giovani».
Per quanto riguarda la formazione professionale? «È previsto un credito d’imposta per le spese del personale dipendente nel settore delle tecnologie previste dal Piano nazionale Impresa 4.0 – spiega Bensi –. Il credito è ammesso fino a un importo massimo annuo pari a 300.000 euro per ciascun datore di lavoro beneficiario. Entro tale limite, la misura del beneficio è pari al 40 per cento delle spese effettuate nel periodo di imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2017 e relative al costo aziendale dei lavoratori dipendenti, per il periodo in cui essi siano occupati nella formazione. E sempre per quest’ultimo capitolo sono stanziati in manovra circa 189 milioni di euro per finanziare i percorsi di istruzione e formazione professionale, quelli relativi ai contratti di apprendistato o all’alternanza tra scuola e lavoro (125 milioni), per le attività di formazione relative all’apprendistato professionalizzante (15 milioni). Altri incentivi sono stati introdotti per le assunzioni stabili, da parte delle cooperative sociali, di donne vittime di violenza di genere, inserite in appositi percorsi di protezione, come anche per l’assunzione di persone per le quali sia stata riconosciuta la protezione internazionale dal 1 gennaio 2016».
Vezio Trifoni
«In un momento dove è difficile assumere – spiega il presidente dei Consulenti del lavoro Alessandro Bensi – si potrà utilizzare un pacchetto di misure per sostenere la ripresa e far entrare nel mondo del lavoro i giovani, anche perché in questo caso o si assume un giovane o non si ottengono sgravi».
Come è possibile usufruire degli incentivi? «I datori di lavoro potranno contare su uno sgravio del 50% per i primi tre anni di contratto a tutele crescenti, con un tetto annuo di 3 mila euro – continua Bensi –. Nel primo anno (il 2018) l’incentivo è previsto per l’assunzione stabile di under 35 (che non abbiano mai avuto rapporti d’impiego a tempo indeterminato in precedenza). Da gennaio 2019 il bonus potrà valere solo per gli under 29. Sempre per l’anno appena cominciato, però, l’esonero contributivo potrà arrivare anche al 100 per cento dell’onere a carico del datore di lavoro. Riguarda la sottoscrizione di un contratto a tutele crescenti per giovani fino a 29 anni, assunti entro 6 mesi dalla conquista del titolo di studio, che abbiano svolto alternanza o periodi di apprendistato per la qualifica e il diploma professionale o in alta formazione, oppure che siano iscritti al programma Garanzia giovani».
Per quanto riguarda la formazione professionale? «È previsto un credito d’imposta per le spese del personale dipendente nel settore delle tecnologie previste dal Piano nazionale Impresa 4.0 – spiega Bensi –. Il credito è ammesso fino a un importo massimo annuo pari a 300.000 euro per ciascun datore di lavoro beneficiario. Entro tale limite, la misura del beneficio è pari al 40 per cento delle spese effettuate nel periodo di imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2017 e relative al costo aziendale dei lavoratori dipendenti, per il periodo in cui essi siano occupati nella formazione. E sempre per quest’ultimo capitolo sono stanziati in manovra circa 189 milioni di euro per finanziare i percorsi di istruzione e formazione professionale, quelli relativi ai contratti di apprendistato o all’alternanza tra scuola e lavoro (125 milioni), per le attività di formazione relative all’apprendistato professionalizzante (15 milioni). Altri incentivi sono stati introdotti per le assunzioni stabili, da parte delle cooperative sociali, di donne vittime di violenza di genere, inserite in appositi percorsi di protezione, come anche per l’assunzione di persone per le quali sia stata riconosciuta la protezione internazionale dal 1 gennaio 2016».
Vezio Trifoni
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