Il Tirreno

Prato

Il David vestirà made in Prato

di Maria Lardara
Il David di Michelangelo
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Il David di Michelangelo

La statua di Michelangelo usata per una videoinstallazione del Lanificio Ricceri per l’inaugurazione di Pitti Uomo 

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PRATO. Prendi dieci tessuti pratesi, i più esclusivi, e falli indossare al David di Michelangelo nella serata inaugurale di Pitti Uomo. Per poche ore, la celebre scultura simbolo di bellezza maschile vestirà virtualmente “made in Prato”. Da una parte lui, il David esposto alla Galleria dell’Accademia di Firenze. Fermo e immobile, nella sua posa plastica. Dall’altra il top delle produzioni firmate dal lanificio Luigi Ricceri, con la sua storia lunga quasi un secolo.

Sono tessuti di “Baby Suri Cashmere”, mix di cashmere e Baby Suri Alpaca per una mano più luminosa e soffice, quelli scelti per la performance dell’artista digitale Felice Limosani che, il prossimo martedì 9 gennaio, immortalerà la perfezione scolpita del David con gli effetti speciali di tessuti d’alta manifattura. Bellezza chiama altra bellezza, in una serata speciale a porte chiuse tutta dedicata all’arte e intitolata, non a caso, “Fabric is Art”. Un palcoscenico esclusivo per i tessuti che entreranno in simbiosi con il capolavoro di Michelangelo e portano la firma del lanificio di via Bologna: già nel luglio scorso, l’azienda fondata da Luigi Ricceri e guidata ora dai nipoti Francesco e Luigi, aveva organizzato un evento simile al lussuoso hotel Castille di Parigi nell’ambito della kermesse Première Vision. Ma Pitti Uomo è un’altra vetrina: è il trionfo della moda e, perché no, degli elementi che ne compongono la trama passando attraverso la nobile materia prima del tessuto. E poi il David, si sa, è l’uomo bello per antonomasia. Ma c’è dell’altro. In questo periodo alla Galleria dell’Accademia è di scena una mostra proprio sui tessuti del Trecento con alcuni importanti prestiti dal Museo del Tessuto di Prato. «Sulla scia dell’evento di Parigi, pensavamo di riproporre un grande evento per coinvolgere i nostri clienti che rappresentano il mondo della confezione e dell’abbigliamento presente a Pitti Uomo», spiega Luigi Ricceri. I dieci tessuti proiettati nelle sale del museo avvolgeranno le morbide fattezze del capolavoro di Michelangelo in un gioco di contaminazioni tutto virtuale. «Abbiamo invitato buyers, clienti, blogger: ci aspettiamo 200-300 persone nel rispetto dei limiti di capienza degli spazi», prosegue Ricceri. Non è solo il David a sfoggiare le stoffe del lanificio pratese che nel 2010 vinse con la pura seta fiammata l’Oscar del tessuto, i Pv Awards a Parigi: durante la messa di Natale la duchessa Kate Middleton è stata immortalata con un cappotto in tartan scozzese tessuto in riva al Bisenzio proprio con le stoffe dei fratelli Ricceri.

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