Il Tirreno

Prato

I clienti donano i capelli ai malati di cancro

di Alessandro Formichella
 Il salone parrucchiera Roberta di Valentina Falchi
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Il salone parrucchiera Roberta di Valentina Falchi

L’iniziativa di un salone di parrucchiera di via Fiorentina a Prato: in un mese e mezzo già una decina di casi

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PRATO. Capita di doversi tagliare i capelli e aver voglia che non vadano persi, ma che contribuiscano a una buona causa. A Prato, in un salone di parrucchieri di via Fiorentina (ex Pratilia per intenderci), è possibile. Il salone parrucchiera Roberta, di Valentina Falchi, questo la fa da circa due mesi assieme al suo compagno Francesco La Marca e ad altri due collaboratori.

Tagliano i capelli e con cura li mettono in buste pronte per essere inviate alla banca dei capelli a Bari, un’associazione del tutto singolare in Italia, che poi aiuta le persone, donne in particolar modo, che a causa di cure oncologiche come la chemioterapia perdono i propri capelli. Una parrucca sintetica, tanto per dare alcune cifre, ha un costo minimo di 300 euro, una parrucca di capelli naturali arriva anche a 1.600 euro. Così, dopo che Valentina e Francesco, lavorando tutti i giorni assieme hanno incontrato la malattia del tumore in alcuni clienti, hanno deciso di fare di una parte della propria professione un atto di sicuro aiuto a tante persone. Alla fin fine, i passaggi sono semplici.

«Abbiamo visto la malattia in alcuni nostri clienti che a causa della chemioterapia avevano perso del tutto i capelli e così due mesi fa abbiamo aderito alla banca dei capelli – dice Francesco La Marca – Abbiamo visto quando chiedevano che i capelli fossero rasati e ci chiedevano informazioni per avere una parrucca». Cosi è nata una riflessione semplice: perché buttare via tutti i giorni tanti capelli? Valentina e Francesco si sono messi in moto cercando fonti e informazioni più dettagliate e hanno scoperto appunto la banca dei capelli (www. bancadeicapelli. it) su internet con un progetto chiarissimo dal titolo “Contro il cancro, mettici la testa” e così ha preso avvio l’esperienza.

«Ci siamo informati, abbiamo seguito le procedure che ci hanno dato dall’associazione, come la lunghezza dei capelli e altri particolari – continua Francesco La Marca – Il cliente viene qui, i capelli vengono raccolti in una treccia e poi inviati alla banca. Perché sia possibile donarli, i capelli devono avere una lunghezza minima di 25 centimetri, essere messi in alcune specifiche buste e inviati a Bari».

Dalla Puglia poi i capelli raccolti vanno a comporre le parrucche, con associazioni e aziende in rete, e una persona che ne abbia necessità, per motivi di salute, ne può fare richiesta gratuita presentando domanda seguita con un certificato del medico curante che attesta lo stato di gravità. A quel punto, è la banca dei capelli che a seconda delle zone d’Italia dove si trova la persona, indica una serie di aziende che possono fornire senza alcun costo la parrucca richiesta. In questi primi giorni del nuovo anno, al Salone Parrucchiera Roberta già due persone hanno donato i propri capelli tagliati. Altre sette lo hanno fatto nell’ultimo mese e mezzo circa. Un numero che sembra crescere, con tante altre persone che chiedono informazioni via internet su questa particolare donazione. Prima che tutto finisca, appunto, nell’indifferenziato.

 

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