Sicurezza
Confessa e patteggia il ladro delle identità
Quarantenne pistoiese ha iscritto a loro insaputa due colleghe a una chat hard esponendole alle pesanti proposte di sconosciuti ma è stato scoperto
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PRATO. A 40 anni vive ancora a casa dei genitori e ha qualche problema di approccio con l’altro sesso. Ecco perché avrebbe messo in piedi uno scherzo di cattivo gusto che la Procura chiama in un altro modo: stalking e sostituzione di persona.
Il sostituto procuratore Laura Canovai ha chiuso in questi giorni le indagini su un uomo residente a Pistoia e che lavora a Prato. Il quarantenne è accusato di aver usato i dati personali di due sue colleghe di lavoro, spacciandosi per loro e frequentando una chat di incontri, ciaoaMigos.it, tanto da esporre le due donne ad approcci di tipo sessuale non richiesti da parte di sconosciuti.
La storia è emersa in estate e ora l’indagato, assistito da Mariapaola Colzi, ha reso ampie confessioni chiedendo il patteggiamento della pena per ottenere la sospensione condizionale. La Procura ha già dato parere favorevole e la vicenda si concluderà con una condanna a un anno e sei mesi di reclusione.
I particolari della storia sono sorprendenti. Il quarantenne, impiegato commerciale in una società del settore energetico, ha ammesso di aver rubato l’identità di una collega e di una ex collega. Usando le foto prese sul web e le informazioni di cui era a conoscenza per la frequentazione con le due donne, le ha gettate in pasto ai frequentatori della chat in cerca di incontri intimi. Per questo la prima delle due donne continuava a incontrare sconosciuti all’uscita dal lavoro, in palestra o al supermercato. Uomini che le facevano proposte esplicite. Fino a quando non si è rivolta alle forze dell’ordine e uno dei molestatori, identificato, ha ammesso candidamente di aver risposto ai messaggi della donna, che in realtà quei messaggi non aveva mai mandato. La seconda vittima di questo inusuale stalker non ha capito in quale storia era finita fino a quando non glielo hanno detto in Procura. Un gioco pericoloso, perché in certi casi il quarantenne proponeva incontri al supermercato e dopo il rifiuto delle avances, continuava a inviare messaggi agli uomini respinti spiegando che preferiva approcci un po’ più decisi. Facile immaginare che il giochino poteva finire molto male, anche se per fortuna non è accaduto. Che cosa ci guadagnava lo stalker? Apparentemente nulla, se non la malata soddisfazione di mettere in imbarazzo le colleghe. (p.n.)
Il sostituto procuratore Laura Canovai ha chiuso in questi giorni le indagini su un uomo residente a Pistoia e che lavora a Prato. Il quarantenne è accusato di aver usato i dati personali di due sue colleghe di lavoro, spacciandosi per loro e frequentando una chat di incontri, ciaoaMigos.it, tanto da esporre le due donne ad approcci di tipo sessuale non richiesti da parte di sconosciuti.
La storia è emersa in estate e ora l’indagato, assistito da Mariapaola Colzi, ha reso ampie confessioni chiedendo il patteggiamento della pena per ottenere la sospensione condizionale. La Procura ha già dato parere favorevole e la vicenda si concluderà con una condanna a un anno e sei mesi di reclusione.
I particolari della storia sono sorprendenti. Il quarantenne, impiegato commerciale in una società del settore energetico, ha ammesso di aver rubato l’identità di una collega e di una ex collega. Usando le foto prese sul web e le informazioni di cui era a conoscenza per la frequentazione con le due donne, le ha gettate in pasto ai frequentatori della chat in cerca di incontri intimi. Per questo la prima delle due donne continuava a incontrare sconosciuti all’uscita dal lavoro, in palestra o al supermercato. Uomini che le facevano proposte esplicite. Fino a quando non si è rivolta alle forze dell’ordine e uno dei molestatori, identificato, ha ammesso candidamente di aver risposto ai messaggi della donna, che in realtà quei messaggi non aveva mai mandato. La seconda vittima di questo inusuale stalker non ha capito in quale storia era finita fino a quando non glielo hanno detto in Procura. Un gioco pericoloso, perché in certi casi il quarantenne proponeva incontri al supermercato e dopo il rifiuto delle avances, continuava a inviare messaggi agli uomini respinti spiegando che preferiva approcci un po’ più decisi. Facile immaginare che il giochino poteva finire molto male, anche se per fortuna non è accaduto. Che cosa ci guadagnava lo stalker? Apparentemente nulla, se non la malata soddisfazione di mettere in imbarazzo le colleghe. (p.n.)
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