Finanza
Biffoni si impegna a dare risposte agli ex operai Grassi
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Un momento dell'incontro col sindaco Biffoni (Foto Batavia)Una delegazione dei dipendenti è stata ricevuta dal sindaco Devono ancora riscuotere sei mensilità arretrate dal 2013
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PRATO. Amareggiati per una vicenda complicata che si trascina ormai da anni gli ex dipendenti dell'azienda di costruzioni Grassi hanno chiesto ed ottenuto un incontro col sindaco di Prato, Matteo Biffoni per metterlo a conoscenza della loro precaria situazione che dura da diversi anni e hiedergli un aiuto per capire come e quando potranno avere ciò che gli spetta. Si parla di sei mensilità di stipendi arretrati da maggio 2013. Accompagnati dal consigliere comunale Maurizio Calussi una rappresentanza del comitato degli ex dipendenti ha spiegato al sindaco i vari passaggi che hanno portato al concordato preventivo dell'azienda di costruzioni nel 2011. Dopo vari passaggi ad oggi i lavoratori non sanno se e quando riscuoteranno gli stipendi arretrati e ciò che chiedono è soprattutto chiarezza. Il sindaco Matteo Biffoni ha ascoltato dai lavoratori i diversi passaggi che hanno vissuto in questi anni e si è impegnato ad informarsi in prima persona per conoscere al meglio quale sia la situazione attuale e per capire come e quando riavranno quanto dovuto.
La ditta di costruzioni Grassi era un gigante dell’edilizia a Prato che negli anni d’oro ha saputo dare lavoro anche a un centinaio di persone. Un gigante dai piedi d’argilla, franato sotto i colpi di una crisi che ha spezzato la schiena al settore, dal crack di Btp in poi.
Nel 2014 ci fu una piccola iniezione di liquidità immessa nel corpo moribondo della Grassi snc in concordato preventivo dal novembre 2012 e con un passivo verso fornitori e dipendenti che ammontava intorno ai 30 milioni di euro. E andò a buon fine anche la vendita di due rami d’azienda – l’attività di autotrasporti di Castelnuovo e il terreno di Spicchio (Empoli) - attraverso due bandi di gara distinti sotto la supervisione dei liquidatori giudiziali Paolo Faini e Massimiliano Arrigoni: sono due tasselli del ricco puzzle formato da quella che una volta era la miriade di aziende del Gruppo Grassi, finiti nelle mani di altre società. Ma a ben guardare, tutto rientrò in famiglia con un accordo che fu perfezionato a quasi tre mesi di distanza dal bando scaduto a marzo 2014: ad aggiudicarsi il ramo dell’autotrasporto con un’offerta di 455mila euro fu infatti la società Castelnuovo Lavori srl che vedeva nella compagine societaria la stessa famiglia Grassi (Morena, Marco, Sandro, Fabio e Fabrizio) e, in quota di maggioranza, un’immobiliare di Campi Bisenzio che faceva capo all’imprenditore Alfiero Poli, patron della impresa Polistrade spa e fra i soci di Omnia Center a Capezzana. Ma di quei soldi rientrati, a oggi nemmeno una briciola è finita nelle tasche degli ex dipendenti.
La ditta di costruzioni Grassi era un gigante dell’edilizia a Prato che negli anni d’oro ha saputo dare lavoro anche a un centinaio di persone. Un gigante dai piedi d’argilla, franato sotto i colpi di una crisi che ha spezzato la schiena al settore, dal crack di Btp in poi.
Nel 2014 ci fu una piccola iniezione di liquidità immessa nel corpo moribondo della Grassi snc in concordato preventivo dal novembre 2012 e con un passivo verso fornitori e dipendenti che ammontava intorno ai 30 milioni di euro. E andò a buon fine anche la vendita di due rami d’azienda – l’attività di autotrasporti di Castelnuovo e il terreno di Spicchio (Empoli) - attraverso due bandi di gara distinti sotto la supervisione dei liquidatori giudiziali Paolo Faini e Massimiliano Arrigoni: sono due tasselli del ricco puzzle formato da quella che una volta era la miriade di aziende del Gruppo Grassi, finiti nelle mani di altre società. Ma a ben guardare, tutto rientrò in famiglia con un accordo che fu perfezionato a quasi tre mesi di distanza dal bando scaduto a marzo 2014: ad aggiudicarsi il ramo dell’autotrasporto con un’offerta di 455mila euro fu infatti la società Castelnuovo Lavori srl che vedeva nella compagine societaria la stessa famiglia Grassi (Morena, Marco, Sandro, Fabio e Fabrizio) e, in quota di maggioranza, un’immobiliare di Campi Bisenzio che faceva capo all’imprenditore Alfiero Poli, patron della impresa Polistrade spa e fra i soci di Omnia Center a Capezzana. Ma di quei soldi rientrati, a oggi nemmeno una briciola è finita nelle tasche degli ex dipendenti.
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