Il Tirreno

Prato

Sgomberato il cantiere ex Valore

Sgomberato il cantiere ex Valore

Blitz all’alba delle forze dell’ordine: all’interno giacigli e degrado con 18 immigrati irregolari

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PRATO. Era stato lasciato un pertugio al cantiere dell’ex Valore, fallito nel 2013 e da quella data a più riprese rifugio di senzatetto e immigrati irregolari nonostante vari tentativi di chiuderlo. L’apertura, come ha spiegato il questore Paolo Rossi, non era un taglio nella recinzione, ma era stata lasciata apposta per evitare che qualcuno potesse rimanerci prigioniero all’interno e consentigli di uscire. Ora nessuno potrà più mettervi piede. Il blitz nell’immobile ex Valore tra le vie Filzi e Berruti, è scattato nelle prime ore di ieri mattina. All’interno sono stati trovati diciotto immigrati che si erano nuovamente introdotti nonostante la recente bonifica. L’operazione ha compreso la messa in sicurezza dell’immobile, che è stato circondato da una grossa recinzione in filo spinato. Lungo il perimetro vige da ieri il divieto di sosta e l’immobile sarà costantemente vigilato.

Com’è noto, la palazzina di proprietà della ex ditta Valore spa, è composta di quattro piani i cui lavori non sono mai stati ultimati. Di fatto è divenuta uno scheletro dove indigenti e senza fissa dimora, molti dei quali stranieri irregolari con precedenti di polizia, hanno trovato sistemazioni e alloggio provvisorio e precario, in una situazione di totale degrado igienico e sanitario. I rifiuti, per esempio, erano accatastati sul pavimento al piano terra fino a formare una vera e propria grande discarica. In un alloggio precario, spicca su una parete un poster di Marilyn Monroe.

All’operazione di bonifica del palazzo hanno partecipato complessivamente 61 operatori delle forze dell'ordine, suddivisi tra 29 appartenenti alla polizia di Stato, 6 all’Arma dei carabinieri, 2 alla Guardia di finanza, 19 alla Polizia municipale (con una unità cinofila) e 5 ai vigili del fuoco, oltre a due ambulanze. Nel corso delle operazioni, sono stati identificati 18 cittadini stranieri, tutti di nazionalità di paesi africani, ad eccezione di un rumeno, di cui uno solo in regola con le norme che regolano il soggiorno.

Gli africani per metà provengono dai Paesi del Maghreb, gli altri dall’Africa sub-sahariana. Degli altri 17, otto verosimilmente sarebbero richiedenti asilo a cui è stata revocata l’accoglienza e quindi non più ospiti dei Cas, mentre nove sembrerebbero irregolari sul territorio nazionale. Il gruppo è stato accompagnato in Questura per le operazioni di fotosegnalamento, tuttora in corso, e le successive procedure amministrative che si renderanno necessarie, al termine delle quali potrà essere rappresentato un quadro preciso dello status giuridico degli stranieri.

Sono ancora in corso le operazioni di totale chiusura dell’area del cantiere da parte degli operai edili, sotto il continuo controllo delle forze dell’ordine presenti. Le operazioni si sono svolte regolarmente senza l’insorgenza di alcun tipo di criticità che potesse mettere a rischio l’incolumità degli operatori e degli stranieri che dimoravano abusivamente nella palazzina. «Il cantiere è stato messo definitivamente in sicurezza – ha detto il questore Rossi – l’area verrà interamente ripulita, igienizzata e anche risanata. Chi verrà trovato all’interno sarà denunciato per danneggiamento e violazione della proprietà privata».

Francesco Albonetti

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