Sicurezza
No al termovalorizzatore I cittadini alzano la voce
di Alessandro Formichella
Il comitato “Difendiamo la nostra salute Prato Sud” critica l’amministrazione «Nessuno ci ha coinvolti nelle scelte per la realizzazione del nuovo impianto»
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PRATO. Anche l'ipotesi del nuovo termovalorizzatore della Gida, al posto della possibilità del digestore anaerobico, non piace per niente al comitato «Difendiamo la nostra salute Prato sud». Nella querelle che sembrava conclusa fra Comune e industriali dei giorni scorsi, si inserisce adesso il comitato cittadino in quella che è una partita, molto delicata e che non può essere rimandata, del nuovo impianto della Gida per lo smaltimento dei fanghi reflui. Il comitato, che già un anno fa circa si era esposto pubblicamente opponendosi ad un nuovo impianto (sia termovalorizzatore sia digestore anaerobico) senza alcuna eccezione, rimarcano sul fatto che l'area dove oggi si fa la depurazione delle acque industriali pratesi è pienamente urbanizzata, palazzi e case dovunque, inclusa una scuola in via Ardengo Soffici.
La mancata programmazione urbanistica di quest'area nei decenni scorsi si riflette ora, aumentando la problematicità della situazione. L'aver costruito attorno all'area della Gida, non aiuta infatti per niente. I toni della diatriba si alzano. Il comitato di Prato Sud rivendica soprattutto che in tutta la vicenda del nuovo impianto di smaltimento, non sia stato ascoltato e reso partecipe il gruppo di cittadini di «Difendiamo la nostra salute» cosi come dicono fosse stato promesso dall'assessore all'ambiente, Filippo Alessi.
«I contenuti dei numerosi cda riportati dai giornali ogni volta perfetti, la parte pubblica che teneva duro sulla propria posizione, ma benché in maggioranza non riusciva mai a spuntarla sulla parte privata di quei volponi degli industriali, che però dalla loro erano certi del potere del dio denaro – scrive il comitato “Difendiamo la nostra salute Prato sud” in un comunicato aggiungendo che - Avevamo chiesto all'amministrazione sia in via ufficiale che in via ufficiosa che saremmo stati avvertiti per partecipare al successivo consilgio di amministrazione in qualità di soli uditori...ma nulla è accaduto».
La polemica non si ferma. Il comitato non ha preso bene tutto quello che è stato deciso fra comune e parte di industriali sulle sorti del nuovo impianto di termovalorizzazione che andrà a sostituire il vecchio, ormai obsoleto e con diversi decenni di lavoro. Il nuovo impianto sarà più piccolo del precedente, con una tecnologia più moderna e con una capacità migliore nel ciclo di trattamento dei fanghi, tanto da non farli rimanere fermi a giorni nelle vasche di depurazione. Ma anche questa scelta, non piace. L'effetto Nimby (Not in my back yard) aumenta.
«Pretendiamo di essere ascoltati e di poter dire la nostra in maniera costruttiva – proseguono quelli del Comitato - Anche noi abbiamo tecnici di provata esperienza per dimostrare che le nostre perplessità sono fondate».
«Per farla breve, prima il biodigestore, poi l'inceneritore, per ultimo tutti e due – prosegue il comunicato - Eccovi accontentati cari cittadini di Prato sud...Gida sarà come il Maxibon... due gusti sono meglio di uno».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
La mancata programmazione urbanistica di quest'area nei decenni scorsi si riflette ora, aumentando la problematicità della situazione. L'aver costruito attorno all'area della Gida, non aiuta infatti per niente. I toni della diatriba si alzano. Il comitato di Prato Sud rivendica soprattutto che in tutta la vicenda del nuovo impianto di smaltimento, non sia stato ascoltato e reso partecipe il gruppo di cittadini di «Difendiamo la nostra salute» cosi come dicono fosse stato promesso dall'assessore all'ambiente, Filippo Alessi.
«I contenuti dei numerosi cda riportati dai giornali ogni volta perfetti, la parte pubblica che teneva duro sulla propria posizione, ma benché in maggioranza non riusciva mai a spuntarla sulla parte privata di quei volponi degli industriali, che però dalla loro erano certi del potere del dio denaro – scrive il comitato “Difendiamo la nostra salute Prato sud” in un comunicato aggiungendo che - Avevamo chiesto all'amministrazione sia in via ufficiale che in via ufficiosa che saremmo stati avvertiti per partecipare al successivo consilgio di amministrazione in qualità di soli uditori...ma nulla è accaduto».
La polemica non si ferma. Il comitato non ha preso bene tutto quello che è stato deciso fra comune e parte di industriali sulle sorti del nuovo impianto di termovalorizzazione che andrà a sostituire il vecchio, ormai obsoleto e con diversi decenni di lavoro. Il nuovo impianto sarà più piccolo del precedente, con una tecnologia più moderna e con una capacità migliore nel ciclo di trattamento dei fanghi, tanto da non farli rimanere fermi a giorni nelle vasche di depurazione. Ma anche questa scelta, non piace. L'effetto Nimby (Not in my back yard) aumenta.
«Pretendiamo di essere ascoltati e di poter dire la nostra in maniera costruttiva – proseguono quelli del Comitato - Anche noi abbiamo tecnici di provata esperienza per dimostrare che le nostre perplessità sono fondate».
«Per farla breve, prima il biodigestore, poi l'inceneritore, per ultimo tutti e due – prosegue il comunicato - Eccovi accontentati cari cittadini di Prato sud...Gida sarà come il Maxibon... due gusti sono meglio di uno».
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