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Prato

Ronde anti-scippatori Si va verso l’archiviazione

Ronde anti-scippatori Si va verso l’archiviazione

La Procura è intenzionata a lasciar cadere le accuse mosse un anno e mezzo fa contro alcuni membri dell’associazione cinese Città del Cervo Bianco

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PRATO. Viaggia spedita verso l’archiviazione l’inchiesta della Procura di Prato sull’associazione Città del Cervo Bianco. Si tratta dell’indagine compiuta dalla squadra mobile della polizia su una presunta associazione a delinquere finalizzata a organizzare ronde punitive contro gli scippatori nordafricani che da sempre prediligono le aggressioni nei confronti degli orientali.

Dell’inchiesta si venne a sapere nel luglio 2016, quando scattarono una serie di perquisizioni, furono sequestrati spranghe e bastoni e nove persone, tutti cinesi, vennero iscritti nel registro degli indagati. Sembravano fatti abbastanza assodati, ma col passare del tempo evidentemente non sono stati trovati elementi sufficienti per passare dalle ipotesi a un’accusa che possa reggere davanti a un giudice. Per questo la Procura si appresta a chiedere l’archiviazione del fascicolo al giudice per le indagini preliminari.

Nel frattempo quelli del “Cervo Bianco” hanno mostrato di non essersela presa, tanto che nel settembre del 2016, due mesi dopo la notizia dell’inchiesta, hanno raccolto 18.000 euro da devolvere a favore dei terremotati di Lazio, Umbria e Marche.

L’inchiesta sulle presunte ronde nacque da una costola di una precedente indagine che aveva coinvolto un membro del Cervo Bianco, Jacopo Hsiang, inuna vicenda di prostituzione e droga nei circoli cinesi. Secondo l’ipotesi accusatoria un nucleo ristretto di aderenti all’associazione Cervo Bianco, tollerati dagli altri, avrebbero deciso di farsi giustizia da soli andando a caccia dei nordafricani, “i mendicanti neri”, così sarebbero stati definiti nelle intercettazioni telefoniche, per ottenere con le cattive quello che non si riusciva a ottenere con le buone.

Passato un anno e mezzo di quell’ipotesi è rimasto troppo poco per affrontare il giudizio.

Resta il fatto che in quel periodo ci sono stati effettivamente alcuni brutali pestaggi di scippatori e ladri a Chinatown, in un caso anche di un paio di bengalesi che sarebbero stati scambiati per maghrebini. Negli ultimi tempi, invece, episodi simili non sono stati segnalati.

Paolo Nencioni

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