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Prato

La casa è la prima emergenza in città

La casa è la prima emergenza in città

Record di sfratti e delle attese per l’alloggio popolare: molti passi avanti nel 2017, ma il sociale resta la priorità

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PRATO. Uno sfratto ogni 237 famiglie, a fronte di una media nazionale di uno ogni 360. Un totale di 1.700 alloggi popolari, quando la lista di attesa è di 2.000. Ritardi storici, se si pensa che a Livorno, con la stessa popolazione di Prato, le case popolari sono più di 8.000. Un fronte che nel 2017 ha visto progressi, con la riduzione della graduatoria del 12% e un contributo sostanzioso di 1 milione di euro che il Comune ha assegnato per i casi di cosiddetta “morosità incolpevole”. Tuttavia è proprio il fronte dell’emergenza abitativa quello più caldo e a cui l’amministrazione dedica e dedicherà i maggiori sforzi. E alle politiche sociali più in generale il sindaco Matteo Biffoni ha voluto dedicare il suo resoconto nella tradizionale conferenza stampa di fine anno, che quest’anno si è svolta nel Palazzo Pretorio. Un bilancio che non solo una lista di cose fatte e da fare, ma indica i propositi di fondo della giunta Biffoni in questo anno e mezzo di legislatura che resta.

«Con 18 milioni di finanziamenti – ha detto Biffoni – che diventano 21 se si aggiungono i progetti messi in campo grazie ai finanziamenti, regionali, governativi e ai fondi europei, Prato è il Comune che nel 2017 ha speso di più per il sociale. L’impegno nei confronti delle fasce debole e della coesione sociale è stato fortissimo in tutti i campi, dalla scuola al sostegno socio-sanitario, dall’emergenza abitativa agli sgravi nei confronti delle fasce deboli. Il nostro intento principale è e resterà quello di portare tutti nelle condizioni di partire dallo stesso binario, accompagnando chi sta passando fasi difficili nella propria vita».

L’assessore al sociale Luigi Biancalani è poi partito dai contributi offerti da altri enti nel suo bilancio sul lavoro svolto dal Comune nel suo settore di competenza. «Dobbiamo ringraziare la Fondazione Cassa per aver raddoppiato la spesa in questo settore, contribuendo ad alleviare l’emergenza alloggiativa di 600 persone. Grazie anche a Publiacqua, che ha contributo col Comune ad abbassare le bollette a 1.000 famiglie con Isee inferiore a 12.500 euro». L’assistenza domiciliare rivolta in particolare agli anziani soli, ha detto Biancalani, «è notevolmente migliorata, fino all’azzeramento della lista d’attesa che fino ad un anno fa contava un centinaio di anziani: 700 persone assistite nel 2017, con contributi pari a 3 milioni di euro. Sono stati trasportate 300 persone al giorno, con contributi per 4 milioni». Il settore delle Rsa ha assorbito 5 milioni: «C’è ancora da fare perché la lista d’attesa per le residenze sociali assistite non è stata ancora azzerata, pur diminuendo rispetto al 2016: confidiamo di ottenere almeno 33-34 posti grazie al bando della regione per abbattere le liste di attesa in questo settore.

I numeri dell’emergenza casa sono quelli già citati, con qualche progresso ottenuto anche grazie ai dati incrociati tra Inps e Agenzia delle Entrate, che hanno consentito di liberare 20 alloggi dove abitavano persone che non ne hanno diritto. Sul fronte Erp (edilizia pubblica) sono in corso di realizzazione, e qui si passa all’urbanistica di Valerio Barberis, un nuovo edificio con 32 appartamenti in via Ferraris. In via Meoni, invece è in corso un intervento di condominio sociale che, in parte, prevede la formula del co-housing sociale (l’accordo è stato firmato la scorsa settimana), che si rivolge a quei proprietari in difficoltà, pensionati o senza lavoro, che non hanno soldi per ristrutturare. In corso anche il recupero di un edificio in via Bologna (11 alloggi), a San Giusto (20 alloggi Erp) e via Roma (recupero ex asilio, 4 alloggi Erp). Tutti lavori che si dovrebbero concludere entro l’estate.

Francesco Albonetti

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