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Gida: si farà un mini-inceneritore

Gida: si farà un mini-inceneritore

Soluzione trovata, il cda vota all’unanimità l’impianto modulare senza gassificatore

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PRATO. Il consiglio di amministrazione di Gida ha approvato all'unanimità lo studio della progettazione definitiva del nuovo impianto di smaltimento dei fanghi di Baciacavallo, che rispetti i requisiti della minimizzazione dell’impatto ambientale, del massimo recupero energetico e della massima affidabilità impiantistica presente ad oggi sul mercato. Nella stessa seduta del cda è stata inoltre deliberata la continuazione del rapporto di lavoro con il direttore generale Simone Ferretti, che seguirà in particolare lo sviluppo progettuale del nuovo impianto e il successivo iter autorizzativo.

Allo stato dell’arte della tecnologia, tutto ciò è garantito della filiera composta da digestione anaerobica, essiccamento e mini-termovalorizzazione. La nuova filiera allo studio sarà in grado di trattare la stessa portata attuale di fanghi risultanti dalla depurazione delle acque e assicurerà importanti benefici in termini energetici e ambientali. Le prime due fasi del trattamento dei fanghi ridurranno di due terzi i volumi da avviare al trattamento finale: in questo modo la massa di emissioni al camino viene ridotta del 60%. La conclusione della progettazione definitiva produrrà tutte le indicazioni sul processo industriale. Grazie alla produzione di biogas, il nuovo sistema di smaltimento dei fanghi potrà coprire circa il 60% del fabbisogno di energia elettrica di tutto l'impianto di depurazione di Baciacavallo. Il nuovo approccio garantirà un'impronta ambientale (carbon footprint) del 36% inferiore rispetto all'attuale configurazione. La nuova filiera di smaltimento dei fanghi prevede un investimento di circa 17 milioni di euro da parte di Gida. I tempi di ritorno dell'investimento per il nuovo impianto, grazie alla produzione di energia verde e ai risparmi in bolletta, sono stimati in 12 anni. «La soluzione progettuale a cui tendiamo è quella che coniuga al meglio le esigenze di sostenibilità ambientale e quelle di massima affidabilità tecnologica» affermano il presidente di Gida Alessandro Brogi e la vicepresidente Dalila Mazzi.



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