Il Tirreno

Prato

Supermercati in sciopero contro le aperture festive

Supermercati in sciopero contro le aperture festive

La protesta indetta da Cgil, Cisl e Uil anche per il contratto che manca da 4 anni Domani presidio dei lavoratori tra la Coop di via Valentini e la Pam di via Ferrucci

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PRATO. Sciopero generale dei supermercati domani. Ma con un’appendice nei giorni di natale e primo dell’anno. L'astensione dal lavoro riguarderà domani un intero turno, dalle 10 alle 12,30, per tutti i lavoratori Distribuzione cooperativa e della Distribuzione moderna organizzata (Federdistribuzione). Due le ragioni: il rinnovo del contratto e le aperture nei giorni estivi. «Sono oramai quasi quattro anni - affermano i rappresentanti dei sindaci Cgil Filcams, Cisl Fiscat e Uiltucs Toscana - che i lavoratori delle cooperazione, oltre 12.000 in Toscana, sono senza contratto nazionale per la pretesa della controparte di trovare una soluzione che peggiorerebbe diritti e retribuzione, a partire dal non pagamento dei primi tre giorni di malattia, a fronte di un aumento salariale complessivamente più basso di quello già siglato con Confcommercio, archiviando la cosi tanto decantata distintività cooperativa».

«Le aziende associate a Federdistribuzione - proseguono - invece, da oltre quattro anni impongono unilateralmente l’applicazione, nei fatti, di un “regolamento associativo”, non sottoscrivendo un nuovo contratto nazionale di lavoro e neppure riconoscendo il rinnovo del Ccnl Tds siglato con Confcommercio nel 2015, estremizzando la flessibilità ed imponendo turni lavorativi sulle festività e producendo un danno retributivo e contributivo alle lavoratrici e ai lavoratori, circa 15 mila in Toscana. Per avere un Contratto dignitoso, ancora una volta, le lavoratrici e i lavoratori sciopereranno, per l’intero turno di lavoro di domani, venerdì 22 dicembre».

Domani dalle 10 alle 12,30 si terrà un presidio con corteo a Prato tra la CoopFi di via Valentini e la Pam di via Ferrucci. Venendo all’altro motivo di protesta, sempre la Filctem Cgil scrive: «Dal 2011 il decreto "Salva Italia" ha liberalizzato aperture e orari del commercio. Nelle previsioni dovevano esserci nuovi posti di lavoro e un aumento del Pil: il risultato è stato quello di una rincorsa a chi rimane aperto un minuto in più. Di aumento dell’occupazione nemmeno l’ombra. Semmai è aumentata la precarietà con i contratti weekend. L’unica frontiera rimasta era quella delle festività. Così le aziende della grande distribuzione quest’anno hanno pensato di far nascere il bambinello dentro la confezione del panettone».

«Caduto ogni tabù - prosegue la Cgil – quest’anno dalle 8.30 alle 12.30 il giorno di Natale si potrà tirare su la serranda. E lo dovranno dare i lavoratori costretti dal proprio contratto a non passare nemmeno Natale con i propri cari».



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