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Prato

Flop addobbi? I commercianti si dividono

Flop addobbi? I commercianti si dividono

Bene le decorazioni nelle vie dello shopping dubbi su Mercatale, San Francesco e piazza Duomo

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PRATO. Natale 2017, quello della probabile ripresa. Prato accende le luci della festa, i negozi di lusso del centro si addobbando di luci e strass, la gente si riversa nelle vie dello shopping e dello struscio: Corso Mazzoni e piazza del Comune, i più piccoli salgono sul trenino in piazza del Duomo per un giro nel centro. La festa c'è. Le vie odorano di Natale, spargono profumi di pasticceria. Siamo vicini al solstizio invernale e la città si prepara come sempre a celebrare il 25 dicembre.

Gli addobbi coprono soprattutto il centro storico, dentro le mura, e in particolare le piazze più importanti come piazza San Domenico, piazza Duomo, piazza del Comune e piazza della Carceri. I parcheggi già da metà del pomeriggio sono sold out. Quello del Serraglio è l'unica opzione che resta disponibile e di li al centro sono davvero pochi passi, passando per via Magnolfi.

L'effetto scenico e coreografico premia comunque piazza del Comune: non si tratta solo delle luci scintillanti che ora lo coprono, ma anche dei canti, degli addobbi, dei negozi più chic del centro, della gente che affolla corso Mazzoni, dei profumi dei bar. E in questi giorni di attesa della festa c'è un po' di tutto, dalle attrazioni, all'impegno, all'arte urbana. In via Magnolfi s'incontrano i ragazzi volontari di Telethon che presi da una energica solidarietà fermano le persone e invitano ad acquistare i cuori di cioccolato per sostenere la ricerca scientifica contro le malattie degenerative e autoimmuni. Un'ottima causa infarcita di sapori dolci.

Poco più in là invece fili e matasse, rocche di filato (segno distintivo della città), pronte ad esser prese per legare questo centro, collegarlo, tessere linee ragionate fra luoghi e persone. I passanti scelgono i colori, prendono le rocche, e iniziano a tirare linee di filo fra piazza del Duomo e il Serraglio, collegando pali della luce, piccoli abeti natalizi, cose, oggetti e probabilmente idee. Sembra qualcosa che si avvicina all'arte situazionista degli anni '60 e '70, quando allora artisti e non impacchettavano monumenti e luoghi. Ma qui il senso è un altro e forse più immediato; collegare spazi urbani e persone. Per una città come Prato, questo non può che essere uno dei suoi leit motiv.

In piazza del Duomo, il trenino come ogni anno fa il carico di bambini e genitori e viaggia per il centro. Alla storica edicola di piazza del Duomo, le critiche non si nascondono. «Quale l'addobbo più bello ? Mah, ci son tre alberi messi come sempre. Mi sembra che più o meno sia come ogni anno. Hanno speso 65mila euro per questi addobbi, come ho letto sul giornale, ma mi sa dire lei che c'è di nuovo ?» dice il gestore dell'edicola e pochi attimi dopo un altro signore si avvicina per chiedere dove sono i banchi dei mercatini di Natale. In piazza del Duomo, di banchi non se ne vedono, ma in piazza delle Bigonce il mercatino c'è, fra miele biologico, prodotti alimentari e altro.

In piazza del Comune, un giovane barista è chiarissimo: «Quest'anno a me piacciono molto piazza del Comune, piazza delle Carceri e piazza San Domenico. Gli addobbi mi sembrano belli». In classifica - ed è più o meno il giudizio di altri cittadini - al primo posto mette piazza del Comune, col Datini che guarda davanti a sè questa giornata in attesa del Natale, con tutta questa gente che affolla le vie.

Più spoglia piazza San Francesco, meno luci e meno scintillii, più auto nel parcheggio e bar Magnolfi strapieno dopo le 17.

Lungo via Santa Trinita, però, riprende il movimento delle tante persone che in questi giorni percorrono la strada. In piazza delle Carceri, il Castello è senza luci, qualche ragazzo calcia un pallone contro i muri della scalinata. Santa Maria delle Carceri, nella sua maestosa bellezza, si staglia contro un cielo sempre più buio. Poi, via Garibaldi, via Tintori e piazza Mercatale. Qui, la pista di pattinaggio con giostre per bambini non sono prese d'assalto. C’è quasi un’atmosfera felliniano. Piazza San Marco è spoglia. Niente luci, niente albero di Natale. Alberi illuminati la sera in piazza della Stazione, in piazza Ciardi (che di giorno appare invece come un parcheggio) e in piazza S. Agostino.

Alessandro Formichella



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