Il Tirreno

Prato

Il presidente Arci: "Difficile togliere le slot dai circoli"

di Alessandro Formichella
Slot machine
◗
Slot machine

Prato, Enrico Cavaciocchi sulla presenza delle macchinette: "Sono legali, assicurano entrate, certo però..."

3 MINUTI DI LETTURA





PRATO. Dati che fanno impressione. Carmignano, considerando l’intero territorio comunale, è al 92esimo posto assoluto in Italia come luogo dove si è più “malati” di slot machine. La spesa media pro capite nel comune del Montalbano nel 2016 è stata addirittura di 1500 euro a persona, calcoli ovviamente statistici in base alla popolazione. Ma restano dati impressionanti. Qui ogni 1000 abitanti ci sono più di cinque slot a disposizione. A Montemurlo addirittura sono 10 ogni migliaio di residenti. Sale VLT e circoli ricreativi, i punti cruciali dove si gioca spesso da mattina a sera e dove la ludopatia sembra essere di casa. Nel mezzo di questa storia anche tanti circoli Arci, e non solo.

Il presidente provinciale Arci, Enrico Cavaciocchi, pare quasi arreso. «È una situazione troppo complessa– dice Cavaciocchi – abbiamo provato e continuiamo a sollecitare i nostri circoli sul territorio almeno a ridurre il numero delle slot machine. Siamo ben coscienti da un punto di vista etico cosa significhi tutto questo. Ma da un punto di vista formale avere le slot machine, è legale. Ci sono piccoli circoli che le hanno tolte, come quello di Oste o quello di Poggio alla Malva che non le ha, ma per la quasi totalità le slot machine rappresentano il modo per tenere il bandone aperto, perché le entrate diciamo normali non bastano a tenere in piedi le strutture». È il contrasto fra etica e legalità, che non sempre sono la stessa cosa. «Abbiamo cercato anche di fare un progetto con il Serd di Prato che prevedeva un operatore nei circoli dove più si gioca per identificare proprio le persone soggette a ludopatia. Progetto che andrebbe ripreso in mano con un sostegno di altri soggetti sul territorio», prosegue Cavaciocchi. Insomma, una questione non proprio facile da dirimere.

[[atex:gelocal:il-tirreno:prato:cronaca:1.16234279:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/prato/cronaca/2017/12/13/news/slot-a-prato-una-piccola-las-vegas-1.16234279]]

Le slot machine nei circoli Arci aiutano a tenere le strutture attive, anche su tanti fronti sociali oltre che ricreativi, ma cozzano con l’imprinting stessa dell’associazione. Vaiano sembra cercare una tendenza diversa. L’incentivo finanziario del comune partito nel 2014 per un po’ha funzionato. «Finché è stato attivo il finanziamento, ha funzionato. Si trattava dello sconto del 33 % sulla parte variabile della tari, tassa nettezza urbana, per gli esercizi che non avevano le slot machine e per chi le toglieva. C’è bisogno oggi di un’azione più incisiva e capiremo come agire, perché dobbiamo agire su questo fronte che è un vero problema sociale quando è patologia» dice Primo Bosi, sindaco di Vaiano.

Ma è Carmignano ad essere sotto i riflettori. «Non mi aspettavo una cosa del genere – esordisce il sindaco Edoardo Prestanti – a prima lettura sono dati preoccupanti. Stiamo facendo proprio adesso un regolamento molto restringente per aprire nuove sale giochi e stiamo pensando anche a forme di detassazione o incentivo economico per chi toglie le slot machine. Di sicuro quella della ludopatia è una cosa seria e la affronteremo, anche da subito». A Carmignano, al di là dei circoli ricreativi, c’è una sola sala VLT, quella delle slot. A quanto pare, però, fa grossi numeri di incasso.

 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il dolore

San Giuliano Terme, è morto Tiziano Taccola: storico dirigente socialista

di Redazione Pisa