Sicurezza
Gli ex dipendenti Grassi senza spettanze da 4 anni
Prato, la mattina di sabato 16 dicembre una trentina di lavoratori hanno protestato di fronte al tribunale: «Dovevamo essere i creditori privilegiati». «Questo concordato non è regolare»
PRATO. «Dovevamo essere i creditori privilegiati, in quattro anni ancora non abbiamo visto un soldo». È Claudio Capecchi che parla, uno dei 68 lavoratori rimasti appiedati dalla crisi del Gruppo Grassi, ex colosso dell’edilizia dell’area pratese. L’azienda era in una grave situazione debitoria e nel 2011 il tribunale di Prato aveva accordato il concordato preventivo, che ha consentito all’impresa edile di andare avanti per due anni. Lavorando a gratis o quasi, lamentano i lavoratori, una trentina dei quali ieri mattina si sono radunati davanti al tribunale con cartelli e striscioni. Si sentono gabbati e ignorati dalle istituzioni, dal sindacato, persino dagli avvocati, che si defilano di fronte alle richieste di sostenerli in una vertenza di lavoro.
«Andremo in tutte le sedi, anche a Roma per far sapere come sono andate le cose. Pensiamo che il concordato presenti delle irregolarità e sia stato, in qualche modo, pilotato. L’azienda ha continuato a fare debiti quando non avrebbe dovuto. Il curatore ci aveva assicurato che il concordato avrebbe per prima cosa salvaguardato le nostre retribuzioni, che noi lavoratori saremmo stati i primi a riscuotere quanto ci spettava: ma intanto hanno dato i soldi ad altri creditori e alle banche».
Gli operai raccontano di episodi paradossali, come quello di buste paga arrivate, con tanto di ritenute fiscali, Inps e cassa edile, ma senza lo stipendio dentro. I lavoratori contestano anche la vendita di rami di azienda, il suo spacchettamento, attraverso aste al ribasso. Come l’ultima per l’area della sede di Baciacavallo, partita da una stima di 6 milioni. L’asta è andata deserta, ma la Polistrade ha offerto solo 2,8 milioni, da pagare a rate in cinque anni. «Si tratta di un’azienda a sua volta sotto concordato preventivo – fanno notare i lavoratori – come fa ad acquistare un’altra azienda?» Impossibilitati di portare avanti un’azione collettiva, alcuni operai ci hanno provato con vertenze individuali al giudice del lavoro. Ed hanno vinto la causa, ma senza vedere ancora quanto gli spetta.
«Sono uno dei tre lavoratori che ha fatto causa intorno al 2012 – dice Walter Scozzari Baio – Mi sono dovuto rivolgere a un avvocato di Montecatini. Alla fine la causa l’ho vinta, il giudice ha stabilito che devo avere 25.000 euro di spettanze. Ma ancora non ho visto un euro». Alla base di questa situazione ci sarebbe la crisi prolungata del settore immobiliare, con la seguente vendita dei rami d’azienda a cifre più basse rispetto alle basi d’asta. La conseguenza è che le risorse, almeno fino ad oggi, non sono bastate per saldare i debiti anche nei confronti degli ex dipendenti. Una spiegazione che non convince i lavoratori, visto che avrebbero dovuto essere loro i primi ad essere pagati. Forse dalla vendita di un terreno di Poggio a Caiano potrebbe arrivare una soluzione.
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