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Traffico illecito di rifiuti speciali La Fbn risparmiava 40mila euro
PRATO. L'azienda pratese coinvolta nell’inchiesta della procura di Livorno sul traffico illecito di rifiuti speciali è la Fbn che è stata chiusa e posta sotto sequestro dalla Polizia municipale di...
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PRATO. L'azienda pratese coinvolta nell’inchiesta della procura di Livorno sul traffico illecito di rifiuti speciali è la Fbn che è stata chiusa e posta sotto sequestro dalla Polizia municipale di Prato sezione ambientale e investigativa già nel febbraio scorso.
L'attività di indagine su Fbn aveva dimostrato come l'impianto facesse un recupero fittizio dei rifiuti che si traduceva nella possibilità di fare entrare rifiuti, anche pericolosi, nella discarica Rea a Rosignano senza pagare il tributo alla Regione Toscana (ecotassa) e con agevolazioni fiscali che permettevano a Fbn un risparmio di almeno 40.000 euro all’anno.
Ovviamente questo risparmio permetteva di praticare prezzi più bassi rispetto alle altre ditte di raccotla dei rifiuti e quindi di creare una concorrenza sleale nei confronti delle altre aziende che, svolgendo legalmente tale attività, dovevano per forza praticare prezzi più alti per il ritiro e smaltimento rifiuti. Anche il pratese Alessandro Bertini, arrestato ieri, era a sua volta già noto ed indagato dalla polizia municipale pratese sempre nell’ambito di indagini ambientali. L’operazione livornese ha portato all’arresto di sei persone nell'ambito di un'inchiesta per traffico illecito di rifiuti. I reati contestati sono traffico di rifiuti, associazione per delinquere e truffa aggravata ai danni della Regione Toscana, quantificata in circa 4 milioni di euro. Sequestrate due aziende livornesi, i cui rifiuti finiti nel mirino sono passati dalle discariche di Scapigliato (Rosignano) e di Piombino.
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L'attività di indagine su Fbn aveva dimostrato come l'impianto facesse un recupero fittizio dei rifiuti che si traduceva nella possibilità di fare entrare rifiuti, anche pericolosi, nella discarica Rea a Rosignano senza pagare il tributo alla Regione Toscana (ecotassa) e con agevolazioni fiscali che permettevano a Fbn un risparmio di almeno 40.000 euro all’anno.
Ovviamente questo risparmio permetteva di praticare prezzi più bassi rispetto alle altre ditte di raccotla dei rifiuti e quindi di creare una concorrenza sleale nei confronti delle altre aziende che, svolgendo legalmente tale attività, dovevano per forza praticare prezzi più alti per il ritiro e smaltimento rifiuti. Anche il pratese Alessandro Bertini, arrestato ieri, era a sua volta già noto ed indagato dalla polizia municipale pratese sempre nell’ambito di indagini ambientali. L’operazione livornese ha portato all’arresto di sei persone nell'ambito di un'inchiesta per traffico illecito di rifiuti. I reati contestati sono traffico di rifiuti, associazione per delinquere e truffa aggravata ai danni della Regione Toscana, quantificata in circa 4 milioni di euro. Sequestrate due aziende livornesi, i cui rifiuti finiti nel mirino sono passati dalle discariche di Scapigliato (Rosignano) e di Piombino.
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