Gioco
La città di Prato e i suoi matti nella raccolta di Paolo Nori
PRATO. Se è vero che l’imperfezione è un grande miracolo artistico, allora sarà vero che dietro il racconto delle imperfezioni, delle stranezze, delle follie si può raccontare con potenza evocativa...
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PRATO. Se è vero che l’imperfezione è un grande miracolo artistico, allora sarà vero che dietro il racconto delle imperfezioni, delle stranezze, delle follie si può raccontare con potenza evocativa il volto di una città e di chi la abita. Così, dopo Roma, Milano, Torino, Parma e altre ancora, anche Prato avrà il suo repertorio di matti grazie a un progetto condotto da Paolo Nori, a cui ha partecipato un collettivo di autori pratesi che, tra ottobre e dicembre, ha partecipato alla stesura di una raccolta che sarà poi pubblicata nel corso del prossimo anno. Riuniti presso i locali del bar Gradisca di via Settesoldi, nel corso del seminario che si è concluso ai primi di dicembre, i partecipanti si sono occupati dei matti della città e ne hanno raccontato le storie, realizzando un campionario di figure strambe, a volte buffe, a volte malinconiche. «I partecipanti ai seminari – spiega Paolo Nori – hanno dovuto rinunciare al loro stile per fare un libro scritto da persone diverse, ma come se dietro ci fosse un’unica mano, come se fossero dei cronisti medievali che raccontano quello che succede intorno a loro». Il modello da cui è partita l’idea del repertorio è quello di Roberto Alajmo che per primo ha realizzato il suo “Repertorio dei pazzi della città di Palermo”, pubblicato in tre diverse edizioni. Sulla falsariga dell’opera di Alajmo è nata così la collana “Repertorio dei matti della città di”, edita da Marcos y Marcos.
Francesca Vattiata
Francesca Vattiata
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