Il Tirreno

Prato

“Prova Natale” per i negozi Pop Up Lab

“Prova Natale” per i negozi Pop Up Lab

L’assessore regionale Bugli e l’assessore Toccafondi in visita alle attività aperte nei fondi sfitti di via Muzzi e di via del Serraglio

3 MINUTI DI LETTURA





PRATO. Sono al banco di prova delle feste natalizie i 18 negozi di via Muzzi e via del Serraglio di Pop Up Lab, il progetto promosso da Comune di Prato e Regione Toscana che dallo scorso 30 settembre ha consentito ad alcune attività commerciali di aprire i battenti a costo zero per 3 mesi nei fondi sfitti della zona, con l’obiettivo di riqualificarla. Il progetto, finanziato per 35mila euro dalla Regione, con un cofinanziamento comunale, proseguirà fino al 14 gennaio, dopodichè le attività che vorranno rimanere aperte dovranno farlo “reggendosi sulle proprie gambe”. L’assessore regionale Vittorio Bugli, tra i promotori dell’iniziativa, ieri, ad un mese dalla scadenza del progetto, ha visitato i negozi e si è detto soddisfatto del risultato: «Il riscontro è positivo, perché le attività che avevano aderito stanno andando avanti – ha spiegato. Solo due i negozi che “hanno mollato”, Yogamind Store e DairyFood Formaggeria – e l’obiettivo di riqualificazione e incremento della sicurezza urbana è stato raggiunto. È una formula veloce, intelligente, che con pochi investimenti e grazie alle buone idee ottiene dei risultati e che vogliamo replicare anche in altre città toscane». Le agevolazioni per le zone “fragili”, nelle intenzioni della Regione, saranno parte integrante di una nuova legge regionale sul commercio. L’auspicio di tutti, esercenti, amministrazione e cittadini, è che al termine di Pop Up Lab tra le nuove attività siano tante quelle a rimanere con la saracinesca alzata, ma le variabili in gioco sono tante. «Molto dipende dalle caratteristiche di ciascuna impresa – commenta l’assessore comunale alle Politiche economiche Daniela Toccafondi –. Come amministrazione abbiamo fatto il massimo per riportare l’attenzione della città su queste strade, ma poi subentrano la capacità e l’iniziativa imprenditoriale di ognuno. Certo è che l’area mostra già i segnali di un’inversione di tendenza». Nelle ultime settimane alcune attività hanno aperto in zona, come il negozio di complementi d’arredo Le Comptoir de Claire e, temporaneamente, Giocheropoli (che ha riaperto il negozio di via Guizzelmi) e L’officina del cardato. A sperare nell’“effetto cascata” sono anche i (pochi) commercianti storici della zona. «Con i negozi chiusi la strada perde prestigio – commenta Teresa Tulli della Cappelleria Teresa –, perciò ci auguriamo che rimangano in molti. Anche se in 3 mesi è difficile farsi una clientela. Sarebbe stato meglio continuare ancora qualche mese». È d’accordo anche Marta Castellano de “La bottega degli artigiani della maglieria”, che però ha già annunciato che resterà in via Muzzi anche dopo la fine del progetto: «Non c’è paragone tra qui e la zona di piazza del Comune – afferma –, ma per noi è stata un’esperienza positiva, su cui puntiamo e che vogliamo proseguire». Favorevole anche il bilancio di Gilbey’s Materassi, che spiega di aver aumentato la clientela grazie a Pop Up Lab. Le difficoltà nel fare commercio in una zona meno battuta delle vie tradizionali dello “struscio” però ci sono. «Durante la settimana non c’è molto movimento – spiega Federica Bogani della libreria per bambini L’Officina dei Sogni –. La situazione si anima un po’ di più nel weekend, ma ancora non ci siamo. Ci piacerebbe rimanere (e spostare in centro la libreria di Seano) ma dobbiamo valutare i costi dell’affitto. Inoltre qualcosa in più per la zona si potrebbe fare, come mettere più luci (natalizie e non) e promuovere più eventi». Alcuni negozianti hanno poi evidenziato il problema del passaggio (e del parcheggio a volte selvaggio) delle auto, auspicando una pedonalizzazione della zona.

Fabrizia Prota

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Proteste

Sciopero della scuola e dei trasporti venerdì 16 ottobre: le fasce garantite e i motivi della protesta

di Redazione web