Il Tirreno

Prato

Frode del contachilometri “ringiovanito”

Frode del contachilometri “ringiovanito”

Indagati i titolari di tre concessionarie e una carrozzeria oltre a un meccanico di Chiesanuova che aveva il ruolo operativo

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PRATO. Nove indagati, trentadue auto con il contachilometri “taroccato” sequestrate, 15 veicoli già venduti a caro prezzo e rintracciati. È il bilancio dell’operazione della Guardia di finanza di Prato e della polizia stradale – indagini coordinate dal sostituto procuratore Laura Canovai – conclusa nelle settimane scorse e per la quale è già stato inviato l’avviso di conclusione indagini alle parti.

L’inchiesta, per la quale nei mesi scorsi è stato acquisito molto materiale durante i numerosi sequestri, ha riguardato una frode in commercio (in quattro sono accusati anche di truffa) messa in atto – secondo l’accusa – dai titolari di tre concessionari – una con sede nella zona di viale Galilei, l’altra nella zona di Vergaio, l’ultima in via Pollative – e una carrozzeria con sede nella zona di via Roma che in combutta con il proprietario di un’autofficina a Chiesanuova, avrebbero messo in commercio decine di auto usate con il contachilometri manomesso per registrare percorrenze molto minori rispetto a quelle effettivamente percorse e con i poveri acquirenti che ovviamente si sono trovati a dover sborsare cifre ben superiori al valore effettivo del mezzo acquistato. Sono anche emersi alcuni casi eclatanti: una Renault Laguna, per esempio, venduta a un cinese per 8. 400 euro che invece dei 140.000 chilometri registrati nel contachilometri ne aveva percorsi ben 315.000, più del doppio. Oppure una Citroen Jumpy ceduta a una concessionaria di Fucecchio che invece dei 90. 000 km registrati ne aveva percorsi quasi 289. 000, più di tre volte tanto. L’azione di “ringiovanimento” delle auto usate sarebbe continuata per almeno un paio di anni: dal 2015 e fino al gennaio del 2017 con il “cuore” dell’attività presso l’autofficina di Chiesanuova. Spettava al titolare, infatti – secondo le risultanze dell’indagine – evidentemente specializzato in questo tipo di operazioni, intervenire materialmente sui contachilometri delle auto da vendere per abbassarne le percorrenze. Per raggiungere l’obiettivo il meccanico utilizzava software-pirata delle maggiori case automobilistiche internazionali e strumentazioni tecniche piuttosto sofisticate.

Una volta emersa la frode e scattato il blitz ai nove indagati non è restato che confessare e spiegare a investigatore e magistrato come avevano organizzato il “giro”. Non solo, le auto messe in vendita e quelle già vendute sono state nuovamente “invecchiate” e riconsegnate ai proprietari. «Tutelando il corretto funzionamento del mercato – hanno spiegato le Fiamme gialle – si è riusciti, soprattutto, a difendere i diritti dei consumatori inconsapevoli che non possono fare altro che fidarsi dei venditori».

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