Il dolore
carabinieri
Cinesi aggrediti, c’è la pista droga
I due pestaggi avvenuti nel giro di pochi giorni forse legati fra loro
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PRATO. Proseguono serrate le indagini dei carabinieri del Nucleo investigativo di Prato sulle due aggressioni avvenute nei giorni scorsi ai danni di cittadini cinesi: la prima il 2 dicembre in via Viareggio, l’altra giovedì scorso in via Pistoiese. In entrambi i casi le vittime sono state aggredite e massacrate di botte, con gravi lesioni alla milsa. Nel primo caso si è trattato di un cinese residente a Prato, ancora ricoverato in prognosi riservata: a scoprirlo per terra fu il 2 dicembre scorso l’autista di un autobus nei pressi di un parcheggio in via Viareggio. L’altro, anche lui in prognosi riservata, è stato trovato giovedì in via Pistoiese. Nessuna rapina, nessun oggetto toccato, ma aggressione per ignoti motivi. L’uomo, nel secondo caso, avrebbe riferito di essere arrivato da Milano per partecipare ad un matrimonio. E, particolare significativo, la prima persona a cui ha telefonato dopo l’aggressione è stato il fratello residente a Parma, prima ancora di avvisare il 118. Al momento non ci sono certezze, ma i due episodi potrebbero essere collegati e, secondo una delle ipotesi, potrebbe trattarsi di regolamenti di conti nell’ambito del fiorente giro di droghe sintentiche che, appena qualche giorno prima dell’aggressione del 2 dicembre, ha portato all’arresto di un pregiudicato di 29 anni durante un’operazione dove sono stati sequestrati circa 800 grammi fra ketamina (nascosta nelle cialde del caffè) shaboo ed ecstasy,per un valore di oltre 60.000 euro.
Il capogruppo di Prato Libera Sicura, Aldo Milone, interviene sul tema stigmattizzandone la sottovalutazione, da parte del Comune. «Io sono più che convinto che a Prato queste organizzazioni possono benissimo essere chiamate " mafia o triadi" - scrive Milone - perché questi fatti e tutta l'illegalità economica è senz'alcun dubbio gestita da associazioni mafiose. Il sindaco Biffoni ha voluto tenere per sé la delega alla sicurezza e la città intera ha potuto constatare i risultati. È stato come far guidare una Ferrari a chi, al massimo, è andato solo in bici».
Il capogruppo di Prato Libera Sicura, Aldo Milone, interviene sul tema stigmattizzandone la sottovalutazione, da parte del Comune. «Io sono più che convinto che a Prato queste organizzazioni possono benissimo essere chiamate " mafia o triadi" - scrive Milone - perché questi fatti e tutta l'illegalità economica è senz'alcun dubbio gestita da associazioni mafiose. Il sindaco Biffoni ha voluto tenere per sé la delega alla sicurezza e la città intera ha potuto constatare i risultati. È stato come far guidare una Ferrari a chi, al massimo, è andato solo in bici».
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