Il Tirreno

Prato

Va a fuoco la cucina, giovane impedisce ai pompieri di entrare perché nasconde la droga

Una Volante della polizia
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Una Volante della polizia

Prato, i vigili del fuoco, intervenuti in vicolo Manassei, hanno dovuto chiamare la polizia che è finalmente riuscita a entrare, sequestrati 31 ovuli e denaro per 1.400 euro. In manette un nigeriano di 18 anni richiedente asilo

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PRATO. Un principio di incendio si è risolto con l’arresto di un giovane spacciatore. L’episodio è avvenuto nella tarda mattinata di venerdì 8, quando i vigili del fuoco sono stati inviati in vicolo dei Manassei, in pieno centro storico, per la segnalazione di un principio di incendio proveniente dalla cucina di un monolocale. Dall’interno però non ne volevano sapere di aprire la porta ai pompieri, così è stata avvisata la polizia, arrivata poco dopo con una volante.

Gli agenti hanno intimato all’inquilino, poi identificato come un diciottenne nigeriano - regolare sul territorio nazionale perché richiedente protezione internazionale presso un’altra Questura, in Italia da alcuni mesi e di fatto domiciliato a Prato solo da pochi giorni - di aprire la porta. I vigili del fuoco hanno così accertato che il problema, fortunatamente di lieve entità, riguarda va un fornellino da campeggio utilizzato dal giovane per cucinare. La polizia però ha voluto capire come mai il giovane fosse tanto riluttante ad aprire la porta ai vigili del fuoco ed hanno perquisito l’appartamento.

Durante la perquisizione del monolocale, gli agenti hanno trovato nel terrazzino a tasca, nascosti sopra una pila di scatole di scarpe, 31 involucri termosaldati che contenevano eroina per 21,9 grammi complessivi.
È stato anche sequestrato materiale per il confezionamento di dosi e, all’interno del forno della cucina, denaro contante per 1.465 euro, anche questo sequestrato perché ritenuto provento di attività illecite.
Il nigeriano è stato arrestato nella flagranza del reato di detenzione a fini di spaccio di sostanze stupefacenti. Nella tarda mattinata di sabato 9 in tribunale si è svolta la direttissima: il nigeriano, difeso dall’avvocato Antonio Bertei, è stato condannato a un anno e quattro mesi, pena sospesa.

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