Sicurezza
Biffoni: "Nemico chi sta fuori dalla Costituzione" - Video
Prato, in 150 in piazza del Comune per respingere intolleranza e deriva neofascista, bandiere Pd e il coro Bella Ciao
PRATO. “Facile fare i fascisti in un mondo democratico. Perché non provate a fare i democratici in un mondo fascista? ” È solo un post su una pagina Facebook, quella di Angela Riviello, ma che, secondo la presidente Anpi di Prato, riassume il senso della manifestazione di sabato 9 in piazza del Comune contro ogni intolleranza – con riferimento all’irruzione di un gruppo di skinhead nella sede di un’associazione di Como che si occupa dell’assistenza ai richiedenti asilo – e per adire un “no” deciso alla deriva neofascista di questa fase storica. Ostia, la manifestazione di Forza Nuova sotto la sede di Repubblica a Roma, le minacce a una giornalista di quella testata, la bandiera neonazista trovata nella caserma dei carabinieri a Firenze: tutti pezzi di un puzzle che secondo il Pd pratese, organizzatore della manifestazione, non deve essere terminato, né ora né mai.
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Centocinquanta persone tra amministratori, militanti, politici e gente comune, in una piazza gelida davanti alla lapide che commemora l’uscita dal convento di Santa Caterina dei primi amministratori della città liberata, il 6 settembre del 1944. Con deposizione di una corona d’alloro. E un nome che ha risuonato in tutti gli interventi, quello di Mario Becchi, il cui funerale si è celebrato sabato 9 dicembre, l’esponente del Pci il cui fratello Vinicio scampò alla strage di Figline. «Avrei voluto dire a Mario – ha detto Riviello – riposa in pace, finalmente, perché da ora in poi ci pensiamo noi a preservare i valori della Resistenza e della Costituzione. Ma non è una cosa che posso fare da sola, dobbiamo farla tutti insieme, soprattutto in questa fase in cui ci sono forze che portano avanti disvalori e contro le quali c’è un unica cosa da riaffermare: ora e sempre resistenza». Applausi e Bella Ciao intonata spontaneamente. D’altro canto era anche il titolo della manifestazione: “E questo è il fiore”.
«Non avrei mai pensato che nel 2017 ci fosse la necessità di ritrovarsi in piazza, se non nelle date canoniche, il 25 aprile o il 6 settembre per Prato, per ribadire e difendere i valori della Costituzione – ha scandito il sindaco Matteo Biffoni – e invece ci troviamo a fare i conti, un’altra volta, con una deriva pericolosa e c’è bisogno di rimettere in fila le cose. Siamo qui per questo, per riaffermare che il nostro perimetro è quello della Costituzione e chi è fuori da quel recinto è un nemico». Per il segretario Pd Gabriele Bosi: «La necessità è quella di riaffermare i valori culturali e ideologici della Resistenza e dell’antifascismo, perché oggi non sono più scontati». E per tutti – con le parole di Riviello – c’è un solo modo: «Non farli passare».
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