La manifestazione
«Il termovalorizzatore è necessario»
Il sindaco contro il governatore della Toscana secondo il quale l’aeroporto sarebbe preferibile all’impianto di Case Passerini
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PRATO. Dopo tre mesi di pace apparente, ecco che di nuovo il sindaco di Prato Matteo Biffoni e il presidente della Regione Enrico Rossi, trovano da questionare. Il tema caldo - chiarito l’attrito dello scorso settembre sullo strapotere della Regione, accusa che Biffoni aveva rivolto al governatore nella veste di presidente Anci toscano - questa volta riguarda la necessità o meno di realizzare un termovalorizzatore d’area a Case Passerini nel comune di Sesto Fiorentino. Rossi in un’intervista al Tg Rai della Toscana di qualche giorno fa ha affermato di non avere dubbi su una eventuale scelta da fare tra inceneritore e aeroporto: «Scegliere - ha detto - la rimodulazione della pista di Peretola anche perché l’aeroporto c’è già e non può essere cancellato mentre per il termovalorizzatore i lavori devono ancora partire».
Affermazione che al sindaco di Prato (al contrario di quello di Campi Bisenzio) non è proprie piaciuta. «Io sono convinto dell’opposto - dice netto Biffoni - e in più mi chiedo che motivo ci sia stato per dire una cosa del genere pubblicamente senza prima avere avuto un confronto con i territori. Questo atteggiamento non mi sta bene».
E se chiarezza è stata fatta sul fronte della nuova pista, con Biffoni nettamente posizionato sul “no”, per l’impianto di Case Passerini, la cui realizzazione è stata bloccata da una serie di ricorsi, oggi arrivati davanti al Consiglio di Stato (primo tra i quali quello del sindaco Fossi di Campi per la mancata realizzazione delle opere compensative) il discorso è diverso: «Ho votato Rossi - spiega Biffoni - anche per quella serie di progetti che in prospettiva avrebbero rappresentato soluzioni indispensabili ai problemi dei territori e il termovalorizzatore è tra questi. Inoltre tengo e ricordare che la realizzazione dell’impianto non viene da una decisione presa unilateralmente ma da un accordo d’area, siglato nel 2007, dopo una fase lunga di discussione».
Erano gli anni del governo del sindaco Marco Romagnoli, in provincia del presidente Massimo Logli e in Regione del presidente Claudio Martini. Dopo confronti, discussioni, bozze di piani sempre rivisti e rinviati, alla fine si trovò la quadra sulla ripartizione d’area degli impianti da costruire per risolvere il problema dei rifiuti in vista anche delle difficoltà di capienza delle discariche. L’accordo d’area venne siglato proprio sulla realizzazione del termovalorizzatore di Case Passerini grande abbastanza da soddisfare le esigenze dell’area vasta. Ma si era partiti da una realtà ben diversa: un nuovo inceneritore a Prato alle Pantanelle, il potenziamento di quello già esistente a Montale oltre ad altri due impianti più piccoli nell’hinterland fiorentino. «Ed è sulla base dell’accordo d’area - prosegue Biffoni - che il termovalorizzatore della piana deve essere costruito. Prato, in particolare, ha spinto con forza sulla raccolta differenziata in questi anni, arrivando al 70%, proprio perché la prospettiva lo consentiva: abbiamo deassimilato gli scarti tessili, esteso il porta a porta a tutta la città, eliminato i cassonetti e ora abbiamo bisogno di avere certezze sull’ultima, inevitabile, parte dello smaltimento. Chiedo a Rossi quali siano le alternative alla costruzione di Case Passerini: portiamo i rifiuti all’estero? Li buttiamo in mare? La verità è - conclude Biffoni - che se la Regione toglie il sostegno politico al progetto del termovalorizzatore è un problema per tutti».
Cristina Orsini
Affermazione che al sindaco di Prato (al contrario di quello di Campi Bisenzio) non è proprie piaciuta. «Io sono convinto dell’opposto - dice netto Biffoni - e in più mi chiedo che motivo ci sia stato per dire una cosa del genere pubblicamente senza prima avere avuto un confronto con i territori. Questo atteggiamento non mi sta bene».
E se chiarezza è stata fatta sul fronte della nuova pista, con Biffoni nettamente posizionato sul “no”, per l’impianto di Case Passerini, la cui realizzazione è stata bloccata da una serie di ricorsi, oggi arrivati davanti al Consiglio di Stato (primo tra i quali quello del sindaco Fossi di Campi per la mancata realizzazione delle opere compensative) il discorso è diverso: «Ho votato Rossi - spiega Biffoni - anche per quella serie di progetti che in prospettiva avrebbero rappresentato soluzioni indispensabili ai problemi dei territori e il termovalorizzatore è tra questi. Inoltre tengo e ricordare che la realizzazione dell’impianto non viene da una decisione presa unilateralmente ma da un accordo d’area, siglato nel 2007, dopo una fase lunga di discussione».
Erano gli anni del governo del sindaco Marco Romagnoli, in provincia del presidente Massimo Logli e in Regione del presidente Claudio Martini. Dopo confronti, discussioni, bozze di piani sempre rivisti e rinviati, alla fine si trovò la quadra sulla ripartizione d’area degli impianti da costruire per risolvere il problema dei rifiuti in vista anche delle difficoltà di capienza delle discariche. L’accordo d’area venne siglato proprio sulla realizzazione del termovalorizzatore di Case Passerini grande abbastanza da soddisfare le esigenze dell’area vasta. Ma si era partiti da una realtà ben diversa: un nuovo inceneritore a Prato alle Pantanelle, il potenziamento di quello già esistente a Montale oltre ad altri due impianti più piccoli nell’hinterland fiorentino. «Ed è sulla base dell’accordo d’area - prosegue Biffoni - che il termovalorizzatore della piana deve essere costruito. Prato, in particolare, ha spinto con forza sulla raccolta differenziata in questi anni, arrivando al 70%, proprio perché la prospettiva lo consentiva: abbiamo deassimilato gli scarti tessili, esteso il porta a porta a tutta la città, eliminato i cassonetti e ora abbiamo bisogno di avere certezze sull’ultima, inevitabile, parte dello smaltimento. Chiedo a Rossi quali siano le alternative alla costruzione di Case Passerini: portiamo i rifiuti all’estero? Li buttiamo in mare? La verità è - conclude Biffoni - che se la Regione toglie il sostegno politico al progetto del termovalorizzatore è un problema per tutti».
Cristina Orsini
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