Sicurezza
Abusi su una bambina Condannato il bagnino
Sei anni di reclusione all’assistente ai bagnanti di un villaggio turistico che aveva rivolto attenzioni particolari alla piccola pratese in vacanza
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PRATO. Viola – la chiameremo così – aveva compiuto da pochi giorni otto anni quando, siamo nell’estate del 2016, si iscrisse al corso di nuoto organizzato nel villaggio turistico della Val di Cornia dove stava trascorrendo le vacanze insieme ai genitori, nella zona sud della provincia di Livorno.
È durante quelle lezioni che la piccola, originaria di Prato, è stata vittima degli abusi sessuali da parte dell’assistente ai bagnanti che avrebbe dovuto seguirla. Violenze ripetute per giorni che la piccola ha poi raccontato alla madre appena rientrata a casa.
È dalla denuncia dei genitori ai carabinieri che è partita l’inchiesta che ha portato prima all’arresto – siamo nella primavera scorsa – e poi alla condanna del quarantenne (non facciamo il nome per tutelare la vittima) originario di Firenze ma residente a Piombino, a sei anni di reclusione in abbreviato. Indagini molto veloci, così come il processo, tanto che a poco più di un anno dai fatti contestati è già arrivata la sentenza di primo grado nei confronti del bagnino.
È stato lo stesso imputato, in aula, ad ammettere gli abusi commessi leggendo un memoriale scritto a mano che è stato poi consegnato al magistrato. «Siamo soddisfatti per l’esito del processo – spiegano dalla Procura – la condanna rispecchia le richieste dell’accusa, merito del lavoro svolto dagli investigatori nell’accertamento del reato». Un’inchiesta che è passata dalle perquisizioni a casa dell’uomo dove è stato trovato materiale pedopornografico fino alla deposizione della piccola che ha confermato le violenze subite.
Buona parte del dispositivo firmato dal giudice per l’udienza preliminare Antonio Del Forno riguarda le pene accessorie nei confronti del quarantenne e il risarcimento danni per la famiglia della piccola.
In particolare il giudice ha disposto l’interdizione perpetua dai pubblici uffici e da qualsiasi ufficio attinente la curatela e l’amministrazione di sostegno, nonché dell’interdizione perpetua da qualsiasi incarico delle scuole di ogni ordine e grado e da ogni ufficio e servizio in istituzioni o in altre strutture pubbliche o private frequentate prevalentemente da minori.
Ma anche – come prevede il Codice – all’applicazione nei confronti dell’imputato, al termine dell’esecuzione della pena e per la durata di tre anni al divieto di avvicinarsi a luoghi frequentati abitualmente da minori, con il divieto di svolgere lavori che prevedano un contatto abituale con i minori, nonché l’obbligo di tenere informati gli organi di polizia sulla propria residenza e sugli eventuali spostamenti.
Per quello che riguarda invece il risarcimento danni nei confronti dei genitori della piccola, il giudice ha deciso per una provvisionale immediatamente esecutiva che poi dovrà essere quantificata dal giudice civile. Così, per il momento, l’imputato dovrà versare alla bambina ventimila euro e novemila ai due genitori.
Ma non solo, perché anche il responsabile della struttura turistica dove sono avvenuti gli abusi verserà alla piccola 15mila euro di danni in qualità di datore di lavoro dell’imputato.
Federico Lazzotti
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
È durante quelle lezioni che la piccola, originaria di Prato, è stata vittima degli abusi sessuali da parte dell’assistente ai bagnanti che avrebbe dovuto seguirla. Violenze ripetute per giorni che la piccola ha poi raccontato alla madre appena rientrata a casa.
È dalla denuncia dei genitori ai carabinieri che è partita l’inchiesta che ha portato prima all’arresto – siamo nella primavera scorsa – e poi alla condanna del quarantenne (non facciamo il nome per tutelare la vittima) originario di Firenze ma residente a Piombino, a sei anni di reclusione in abbreviato. Indagini molto veloci, così come il processo, tanto che a poco più di un anno dai fatti contestati è già arrivata la sentenza di primo grado nei confronti del bagnino.
È stato lo stesso imputato, in aula, ad ammettere gli abusi commessi leggendo un memoriale scritto a mano che è stato poi consegnato al magistrato. «Siamo soddisfatti per l’esito del processo – spiegano dalla Procura – la condanna rispecchia le richieste dell’accusa, merito del lavoro svolto dagli investigatori nell’accertamento del reato». Un’inchiesta che è passata dalle perquisizioni a casa dell’uomo dove è stato trovato materiale pedopornografico fino alla deposizione della piccola che ha confermato le violenze subite.
Buona parte del dispositivo firmato dal giudice per l’udienza preliminare Antonio Del Forno riguarda le pene accessorie nei confronti del quarantenne e il risarcimento danni per la famiglia della piccola.
In particolare il giudice ha disposto l’interdizione perpetua dai pubblici uffici e da qualsiasi ufficio attinente la curatela e l’amministrazione di sostegno, nonché dell’interdizione perpetua da qualsiasi incarico delle scuole di ogni ordine e grado e da ogni ufficio e servizio in istituzioni o in altre strutture pubbliche o private frequentate prevalentemente da minori.
Ma anche – come prevede il Codice – all’applicazione nei confronti dell’imputato, al termine dell’esecuzione della pena e per la durata di tre anni al divieto di avvicinarsi a luoghi frequentati abitualmente da minori, con il divieto di svolgere lavori che prevedano un contatto abituale con i minori, nonché l’obbligo di tenere informati gli organi di polizia sulla propria residenza e sugli eventuali spostamenti.
Per quello che riguarda invece il risarcimento danni nei confronti dei genitori della piccola, il giudice ha deciso per una provvisionale immediatamente esecutiva che poi dovrà essere quantificata dal giudice civile. Così, per il momento, l’imputato dovrà versare alla bambina ventimila euro e novemila ai due genitori.
Ma non solo, perché anche il responsabile della struttura turistica dove sono avvenuti gli abusi verserà alla piccola 15mila euro di danni in qualità di datore di lavoro dell’imputato.
Federico Lazzotti
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
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