Proteste
A tu per tu con Mago Zurlì e Topo Gigio
Prato, Stefania Toccafondi, oggi insegnante, è l’unica pratese ad aver partecipato ad un’edizione dello “Zecchino d’oro”
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PRATO. Oggi ha 52 anni, ma quando ne aveva solo sei, nel 1972, partecipò allo “Zecchino D’Oro” cantando la canzone “La torre degli asinelli”. È Stefania Toccafondi, l’unica pratese ad aver calcato il palcoscenico del celebre concorso canoro per bambini nei suoi quasi 60 anni di storia. Per la sua partecipazione, è stata inserita nel libro “I 60 zecchini d’oro della Toscana”, pubblicato dalla Regione Toscana in occasione della sessantesima edizione del concorso, che ricorre quest’anno, scritto dal giornalista Franco Mariani.
«Ho davvero un bellissimo ricordo di quell’esperienza – racconta Stefania Toccafondi, che oggi vive a Vernio e fa l’insegnante di sostegno in due scuole dell’infanzia di Prato –. Per me è stato un gioco, ma mi ha insegnato che vale la pena seguire la propria passione qualunque essa sia. Avere qualcosa che ci fa battere il cuore è importante». La piccola interprete pratese si classificò seconda, portando a casa 146 voti della giuria, alla 14esima edizione dello Zecchino d’Oro – che fu vinta dal brano “I tre scozzesi” – cantando in coppia con un’altra bambina, Lorenza Bauer di Trento.
«La musica ha sempre fatto parte della mia vita – racconta –. Mia madre era insegnante di musica e mio nonno era un violinista e faceva concerti nel salotto di casa. Perciò cantare mi è sempre piaciuto e, dato che ero anche dotata, con mia mamma abbiamo deciso di provare». Dopo aver passato le preselezioni provinciali, al teatro Politeama, Stefania Toccafondi partecipò a quelle nazionali a Bologna (dove, alla sede del coro dell’Antoniano, dal 1961 si svolge la manifestazione) e lì fu scelta tra 5mila bambini per far parte della rosa dei 24 partecipanti all’edizione 1972 del concorso.
«Mi sono sempre divertita, anche alle selezioni, e non ero per nulla intimorita – ricorda –: non vedevo l’ora di cantare, per il piacere di sentire la musica suonare insieme a me. In più lo Zecchino d’Oro mi piaceva tantissimo, stavo attaccata alla tv per guardarlo. La prima volta che ho visto dal vivo il coro dell’Antoniano di Mariele Ventre ricordo perfettamente che ho pensato “Non ci credo che sono qui con loro”». Un mondo, quello dello Zecchino d’Oro, che è rimasto indelebile nei ricordi di Stefania, animato dai suoi indimenticabili personaggi: «Ricordo bene il Mago Zurlì (Cino Tortorella) – spiega –. Sapeva davvero intrattenere ed era una persona di una grande gentilezza, umile anche con noi bambini. Poi c’era Richetto, lo “scolaretto” che era la sua spalla comica e ci faceva molto divertire». Ad interpretare il personaggio era l’attore Peppino Mazzullo, che prestava anche la voce al beniamino di tutti i bambini: Topo Gigio.
«Quando c’era Topo Gigio noi bimbi volevamo andargli incontro, ma dovevamo rimanere a sedere dove ci avevano messi. Anche perché altrimenti avremmo scoperto “il trucco” dietro al telone nero. Noi pensavamo fosse un topo vero!». Dopo quell’esperienza Stefania Toccafondi continua a seguire lo Zecchino d’Oro e a coltivare la sua passione per la musica. Ma dalle canzoni per bambini è passata a quelle amate dagli anziani: con la sua formazione “Gruppo Musicale Pratese”, attraverso il Cesvot, canta brani anni ‘50, ‘60 e ‘70 nelle case di riposo della città. «Credo che la musica possa fare molto per alleviare le sofferenze delle persone – spiega –. È come una medicina».
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