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Soldi alla Fineschi in crisi. Il giudice: non ci fu usura
PISA. Assolto perché il fatto non sussiste dall’accusa di usura e non doversi procedere per la bancarotta documentale, in concorso con un altro imputato, perché il reato è prescritto. È la sentenza...
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PISA. Assolto perché il fatto non sussiste dall’accusa di usura e non doversi procedere per la bancarotta documentale, in concorso con un altro imputato, perché il reato è prescritto. È la sentenza letta ieri pomeriggio dal presidente del primo collegio del Tribunale Pietro Murano (a latere Poggi e Mirani) per David Ferretti, 53 anni, originario di Bientina e domiciliato a Pontedera, imprenditore, finito sotto processo per usura. Nel febbraio 2012 fu arrestato dalla Guardia di finanza con Mauro Passetti, 82 anni, ex gestore di night, di Crespina, a giudizio solo per la bancarotta dopo il fallimento della società “La Nuova Era” Srl di Bientina e assolto per prescrizione. Il pm Paola Rizzo aveva chiesto una condanna a 6 anni per Ferretti, difeso dall’avvocato Antonio Cariello e a 3 per Passetti, assistito dall’avvocato Letizia Giovannetti. Ferretti era accusato di aver prestato a un tasso del 10 per cento mensile 300mila euro alla famiglia Fineschi di Prato, all’epoca dei fatti ancora proprietaria dell’omonima concessionaria Mercedes. L’azienda era in crisi e l’imprenditore bientinese aveva fiutato l’affare. Quando poi la Mercedes non rinnovò la licenza ai Fineschi arrivò il tracollo finanziario seguito dal fallimento. E Ferretti dovette dire addio a parte di quei 300mila euro. «Li presto quei soldi, tanto ci prendo il 10 per cento al mese» era stata una delle frasi intercettate dalla finanza pronunciate dall’imprenditore mentre parlava con il fratello. Il pubblico ministero ha sottolineato la natura usuraria del comportamento di Ferretti. «Anche solo chiedere un tasso di interesse del genere configura il reato, non occorre minacciare» ha ribadito il magistrato. Opposta la lettura dei fatti da parte della difesa di Ferretti. L’avvocato Cariello ha sottolineato lo spirito imprenditoriale, a volte spregiudicato, del suo cliente e gli atteggiamenti poco inclini ad accattivarsi la simpatia del prossimo. «Ferretti può anche essere criticato come persona, ma non è un usuraio – ha scandito il legale in aula – Le sue condotte non sono quelle di uno strozzino. Ferretti voleva entrare nella Fineschi e ci sono gli scambi cartolari con la Banca Intesa San Paolo a dimostrarlo. L’affare salta perché la Mercedes ritira l’accordo con la concessionaria. Tutto qui. Inoltre, la signora Fineschi non ha mai detto di essere stata condizionata nel pagare il tasso del 10 per cento mensile di interessi. E poi scusate, ma il mio cliente non ha ripreso i soldi prestati perché non c’erano le garanzie. Ma quale usuraio dà denari senza avere la sicurezza di tenere sotto scacco il debitore? Novanta giorni per le motivazioni con la Procura che si riserva di fare appello. (p.b.)
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