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Tessile e moda: l'Argentina cerca ispirazione nel distretto pratese

di Fabrizia Prota
A sinistra l'assessore Daniela Toccafondi, al centro l'ambasciatore Tomas Ferrari, il presidente della Camera di commercio Luca Giusti (foto Batavia)
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A sinistra l'assessore Daniela Toccafondi, al centro l'ambasciatore Tomas Ferrari, il presidente della Camera di commercio Luca Giusti (foto Batavia)

L'obiettivo della visita in città di venerdì 1° dicembre dell’ambasciatore argentino in Italia Tomàs Ferrari, organizzata dalla Camera di Commercio di Prato nella sua sede

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PRATO. Importare il “Modello Prato” in materia di tessile e moda e aprire dei canali di scambio privilegiati per il commercio bilaterale, sia import che export. È questo l’obiettivo della visita in città di venerdì 1° dicembre dell’ambasciatore argentino in Italia Tomàs Ferrari, organizzata dalla Camera di Commercio di Prato nella sua sede. Ferrari ha incontrato i rappresentanti delle istituzioni, delle categorie economiche – oltre alla CCIAA, Confindustria, Confartigianato e Cna – e di alcune aziende cittadine per sondare il terreno e conoscere il tessuto imprenditoriale pratese in vista di una seconda visita, in programma nei primi mesi del 2018, che porterà a Prato una delegazione di imprenditori tessili ed operatori del settore argentini.

«Quella di incontrarsi è una richiesta che ci è arrivata direttamente dall’ambasciata argentina – spiega il presidente della Camera di Commercio Luca Giusti –. Per noi l’Argentina è un paese molto interessante e si tratta di un’ottima occasione per promuovere il nostro territorio, con l’obiettivo di ampliare le possibilità commerciali ed implementare gli scambi». È la prima volta che le delegazione sudamericana fa visita a Prato. Gli occhi sono puntati sul distretto del tessile, a cui l’Argentina guarda con interesse, per carpirne la struttura. «Sappiamo che Prato è il centro tessile più importante in Italia – spiega l’ambasciatore Tomàs Ferrari –, e che ha sofferto le conseguenze dell’abbassamento dei prezzi e dell’invasione della produzione cinese, a cui ha reagito però mettendo in atto una riconversione che punta sulla qualità, sull’efficienza e sull’innovazione. L’Argentina ha oggi gli stessi problemi che c’erano a Prato circa 20 anni fa, perciò pensiamo che guardando al “Modello Prato” possiamo imparare come risolverli».

Dietro la visita c’è anche la volontà di creare dei rapporti commerciali. L’apertura verso nuovi mercati ed interlocutori è infatti uno dei punti di programma di governo del nuovo presidente argentino Mauricio Macrì, eletto nel dicembre 2015, di ispirazione liberista (oltre che di origini italiane). In questa direzione va anche l’accordo con la Comunità Europea che con ogni probabilità sarà siglato entro la fine dell’anno, a cui va aggiunto quello allo studio con l’Organizzazione mondiale del commercio.

Nel frattempo però l’Argentina è alle prese con deficit, altra inflazione e disoccupazione: «Il 30 percento degli argentini vive in povertà – spiega Ferrari –, e questo non è accettabile per un Paese come il nostro. Uno dei problemi è che si produce poco e con tecnologie non moderne». All’incontro hanno partecipato anche i sindaci di Vaiano e Vernio Primo Bosi e Giovanni Morganti e l’assessore alle Politiche economiche del Comune di Prato Daniela Toccafondi, che sottolineato l’importanza delle certificazioni di qualità, oltre che della lotta all’illegalità, nella produzione tessile.

 

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