Il Tirreno

Prato

«Ingerenze strumentali sulla Fondazione»

«Ingerenze strumentali sulla Fondazione»

La presidente Fabia Romagnoli “bacchetta” Giorgio Silli e Irene Gorelli La replica: «Non partecipare non è un gesto di cortesia nei confronti della città»

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PRATO. Un atto quasi dovuto. Fabia Romagnoli, presidente in prorogatio della Fondazione Cassa di Risparmio, prende carta e penna e replica alle accuse, proseguendo nell’inedita propensione di questa fase di lavare i panni della Fondazione pubblicamente.

“Bacchetta” il presidente della commissione controllo e garanzia Giorgio Silli per «l’irrituale ingerenza che enti esterni intendano svolgere sullaa Fondazione, trattandosi di persona giuridica privata senza fine di lucro, dotata di piena autonomia statutaria e gestionale». Assesta un colpo all’indirizzo di Irene Gorelli, tra i soci della Fondazione, nominata dal Comune (unica, per altro, ad accettare l’invito di affrontare una questione così spinosa in una sede “non protetta”) per ribadire che «la Fondazione sta vivendo questo momento con la massima trasparenza e dispiace che un socio che ha la possibilità di accedere a tutta la documentazione non lo abbia mai fatto e poi dica che “un pò più di trasparenza non farebbe male”». «Come presidente - prosegue Romagnoli - sto percorrendo ogni strada possibile per superare posizioni di blocco createsi all’interno dell’assemblea, posizioni rese possibili da un quorum che era stato pensato come tutela di un’ampia condivisione tra i soci ma che allo stato attuale viene strumentalizzato per fare prevalere interessi di parte rispetto all’interesse superiore della Fondazione». Infine l’invito che appare come un’altra “tirata d’orecchio”: «Assicurando che sulla Fondazione non c’è comunque alcun problema gestionale, invito tutti ad assumere un atteggiamento volto a costruire invece che a distruggere». Stop. Con risposta del presidente Silli a stretto giro di posta: «La commissione di Controllo e Garanzia non è certo la procura della Repubblica - afferma Silli da Bruxelles dove sta partecipando ai lavori del Comitato delle Regioni - rappresenta il consiglio comunale e quindi la città. Chi non vuol venire a riferire in quella sede, se non si tratta di aziende partecipate, è ovviamente legittimato a farlo. Di certo non è un grande gesto di cortesia istituzionale nei confronti della città».

«Credo - prosegue il presidente della commissione - sia altrettanto legittimo che i pratesi si interroghino sul perché di un impasse che dura da oltre un anno, se non altro perché nella storia non era mai accaduto. Non parteggio né per l’una né per l’altra fazione, anche se le miriadi di telefonate che ho ricevuto in questi due giorni da ogni ambiente della città disegnano una situazione più intricata di quanto potessi pensare. Del resto è stato proprio il sindaco Matteo Biffoni a minacciare un intervento diretto nei prossimi giorni, qualora lo stallo non venisse superato. Attendiamo ora il suo intervento».

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