Sicurezza
Impasse Fondazione, Irene Gorelli: «Bisogna cambiare»
Prato, la socia di nomina del Comune sentita in commissione controllo e garanzia Il presidente Silli: «Situazione devastante per la città, entri in campo Biffoni» e il sindaco replica: "Sarebbe una sconfitta per tutti, ma se occorre lo farò in maniera netta"
PRATO. L’impasse della Fondazione Cassa di Risparmio arriva nel Palazzo: il presidente della commissione Controllo e garanzia, l’azzurro Giorgio Silli ha convocato ieri Irene Gorelli, ex assessore a Montemurlo, nominata dal Comune, nel marzo scorso, nell’assemblea dei soci, per capire qualcosa di più sui meccanismi – tra veti incrociati e correnti che si contrastano – che da quasi un anno hanno paralizzato l’attività della Fondazione. «Una decisione – ha spiegato Silli – arrivata dopo due assemblee (in aprile e in ottobre ndr) che non sono riuscite a ridare l’operatività a un organismo che rappresenta uno dei pilastri della città e di conseguenza il messaggio che arriva è devastante. A questo punto – è la proposta del presidente – sarebbe necessario che il sindaco, che rappresenta tutta Prato, battesse i pugni sul tavolo ed entrasse in campo come mediatore per arrivare a una soluzione».
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Netta Gorelli: «Non è normale che si continui a prorogare, alla presidenza dell’ente, una persona che non è riuscita, per due volte, nemmeno ad avere i voti per entrare nel consiglio di indirizzo (chiaro riferimento a Fabia Romagnoli ndr). Non è normale nemmeno – ha proseguito – che si abbia a che fare con uno statuto che non permette, magari alla decima votazione, di abbassare il quorum. C’è bisogno di cambiare perché questa città non può permettersi di aspettare ancora». E se per Irene Gorelli «anche un po’più di trasparenza non farebbe male», è stato il presidente Silli, al fine della seduta, ad annunciare l’invio di una richiesta scritta alla Fondazione «con la quale poter visionare la composizione del patrimonio. È necessario – ha concluso – andare a vedere un po’ numeri anche per capire se dietro questo scontro ci sia solo una volontà di “potere” o anche questioni legate alla gestione del capitale».
Vedremo se la Fondazione risponderà. Intanto la data dell’assemblea è slittata ancora: i soci potrebbero riunirsi per la terza volta entro la prima quindicina di dicembre ma non è sicuro. Tutto dipenderà dall’azione dei “tre saggi”, i consiglieri delegati a cercare una convergenza tra i rappresentanti delle numerose correnti che tagliano trasversalmente l’assemblea, in particolare sui sette nomi da eleggere nel consiglio di indirizzo, tra i quali poi verrà eletto quello del futuro presidente.
Romagnoli, presidentessa in proroga, ha chiaramente detto che il passo indietro l’avrebbe fatto solo nel momento in cui si fosse trovato un accordo serio su un alternativa. Sintesi che potrebbe non essere lontana e che riguarda un rappresentante della componente industriale. Dopo il passo indietro di Idalia Venco che si sarebbe ritirata dalla “gara” sui residui sei nomi del consiglio di indirizzo, sul piatto restano i più votati nella scorsa assemblea: Isabella Lapi Bellerini, Diana Marta Toccafondi, Franco Bini, Gianmarco Piacenti, Antonio Domenico Mazzone.
«È urgente garantire l’operatività al consiglio di indirizzo – ha concluso Gorelli – Non credo sia necessario eleggere tutti i sette membri dell’organismo insieme visto che per legittimarne la funzionalità ne bastano tre. Allora, che si inizi da loro».
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Chiamato in causa il sindaco Matteo Biffoni non ha fatto tardare la sua replica: "Mi fa piacere la presa di posizione di Giorgio Silli e il suo appello al sindaco per risolvere anche l'impasse in Fondazione. Evidentemente anche per il centro destra l'unica autorità che può gestire i problemi, tutti, di Prato è il sindaco, nel bene e nel male. Sarebbe interessante sapere cosa ne pensano le altre parti interessate in questa partita, a cominciare da industriali e artigiani, oltre che coloro che si dicono rappresentanti della Diocesi".
Già nelle settimane scorse il sindaco Biffoni aveva chiesto di risolvere la vicenda sulla nuova dirigenza della Fondazione nel più breve tempo possibile: "Continuo ad augurarmi che in questa città non si debbano sempre muovere mamma politica e babbo Comune per risolvere le difficoltà. Io continuo a credere che una città, un territorio, riesca a crescere e andare avanti se tutti si lavora insieme. Al di là degli appelli e delle buone intenzioni questo deve avvenire però nei fatti. La nomina del nuovo Presidente della Fondazione, attesa ormai da mesi, è emblematico di un certo modo di lavorare in città. Se è necessario che intervenga il sindaco, lo farò e in maniera netta. Ma continuo a pensare che non sarebbe un bel segnale per nessuno visto che la Fondazione è il patrimonio di tutta la città e non solo di una parte".
"Tutti nelle ultime settimane hanno fatto accorati appelli a lavorare in unità - conclude Biffoni -, poi ancora una volta si chiede un intervento risolutivo al sindaco. C'è qualcosa che non torna tra le parole e i fatti. Io continuo a pensare che si debba remare tutti dalla stessa parte per far crescere Prato e che, in merito all'elezione dei vertici della Fondazione, ci debba essere unanimità".
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