La manifestazione
Dialogo tra Pd e Campo progressista
Incontro tra il segretario Bosi e il coordinatore Blasi ma l’alleanza è ancora lontana
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PRATO. Prove di dialogo a sinistra a Prato in vista delle politiche e delle amministrative.
La porta era stata aperta dal segretario provinciale Pd Gabriele Bosi subito dopo la riconferma nel congresso e l’invito è stato accolto, per il momento, da Campo progressista. Alcuni giorni fa si sono incontrati Bosi, appunto, e Diego Blasi, responsabile regionale del movimento fondato dall’ex sindaco di Milano Giuliano Pisapia, per iniziare a parlare. Niente di fatto - ovviamente - dopo tre anni di guerra aperta, ma da entrambe le parti la disponibilità “ad annusarsi”. Secondo il segretario Pd: «Se una convergenza si potrà trovare riguarderà i temi locali». Secondo Blasi: «Prima di tutto è necessario avere segnali di cambiamento rispetto alle divergenze conclamate: aeroporto, questione immigrati e problema casa». Molto, in realtà, dipenderà dalle dinamiche nazionali che vedono il Pd impegnato in uno sforzo di ricucitura che però non ha ancora portato a punti fermi. «Confermo però – prosegue Blasi – la volontà di dialogare per ricostituire un centrosinistra solido che non può prescindere dal Pd ma nemmeno dalla sinistra». Vedremmo come andrà a finire.
Resta il fatto però che è ormai chiaro che la nuova legge elettorale, il cosiddetto “Rosatellum”, premia le coalizioni e penalizza i partiti che corrono “in solitaria”. Particolarmente complessa la legge elettorale sulla base della quale non è ancora chiaro quanti parlamentari spetteranno a Prato. In Toscana verranno eletti complessivamente 38 parlamentari: 14 al Senato e 24 alla Camera. Uno, certamente, scatterà per Prato alla Camera nel collegio uninominale ma già per il secondo bisognerà fare i conti con collegi molto grandi, spesso pluri-provinciali, con liste mini da 3 a 6 nomi sulla base della popolazione e con l’ampiezza dei collegi che muta sia per il voto alla Camera e al Senato sia tra quota maggioritaria e proporzionale con listini bloccati. Insomma, votare alle politiche della primavera 2018 non sarà facile.
Al netto delle molte cose che restano da definire nel “Rosatellum”, almeno il rebus collegi per Prato sembra risolto. Nell’uninominale alla Camera (vince il nome che prende un voto in più) il collegio sarà formato dall’intero territorio di Prato oltre ad Agliana e Montale. Nell’uninominale al Senato Prato è invece insieme a Pistoia. Si cambia tutto per quanto concerne il voto proporzionale con listini bloccati che alla Camera prevede un collegio formato da Prato, Firenze Nord, Sesto Fiorentino e Scandicci e al Senato si “gonfia” ulteriormente e comprende Firenze, Prato, Pistoia, Empoli e Lucca. (c.o.)
La porta era stata aperta dal segretario provinciale Pd Gabriele Bosi subito dopo la riconferma nel congresso e l’invito è stato accolto, per il momento, da Campo progressista. Alcuni giorni fa si sono incontrati Bosi, appunto, e Diego Blasi, responsabile regionale del movimento fondato dall’ex sindaco di Milano Giuliano Pisapia, per iniziare a parlare. Niente di fatto - ovviamente - dopo tre anni di guerra aperta, ma da entrambe le parti la disponibilità “ad annusarsi”. Secondo il segretario Pd: «Se una convergenza si potrà trovare riguarderà i temi locali». Secondo Blasi: «Prima di tutto è necessario avere segnali di cambiamento rispetto alle divergenze conclamate: aeroporto, questione immigrati e problema casa». Molto, in realtà, dipenderà dalle dinamiche nazionali che vedono il Pd impegnato in uno sforzo di ricucitura che però non ha ancora portato a punti fermi. «Confermo però – prosegue Blasi – la volontà di dialogare per ricostituire un centrosinistra solido che non può prescindere dal Pd ma nemmeno dalla sinistra». Vedremmo come andrà a finire.
Resta il fatto però che è ormai chiaro che la nuova legge elettorale, il cosiddetto “Rosatellum”, premia le coalizioni e penalizza i partiti che corrono “in solitaria”. Particolarmente complessa la legge elettorale sulla base della quale non è ancora chiaro quanti parlamentari spetteranno a Prato. In Toscana verranno eletti complessivamente 38 parlamentari: 14 al Senato e 24 alla Camera. Uno, certamente, scatterà per Prato alla Camera nel collegio uninominale ma già per il secondo bisognerà fare i conti con collegi molto grandi, spesso pluri-provinciali, con liste mini da 3 a 6 nomi sulla base della popolazione e con l’ampiezza dei collegi che muta sia per il voto alla Camera e al Senato sia tra quota maggioritaria e proporzionale con listini bloccati. Insomma, votare alle politiche della primavera 2018 non sarà facile.
Al netto delle molte cose che restano da definire nel “Rosatellum”, almeno il rebus collegi per Prato sembra risolto. Nell’uninominale alla Camera (vince il nome che prende un voto in più) il collegio sarà formato dall’intero territorio di Prato oltre ad Agliana e Montale. Nell’uninominale al Senato Prato è invece insieme a Pistoia. Si cambia tutto per quanto concerne il voto proporzionale con listini bloccati che alla Camera prevede un collegio formato da Prato, Firenze Nord, Sesto Fiorentino e Scandicci e al Senato si “gonfia” ulteriormente e comprende Firenze, Prato, Pistoia, Empoli e Lucca. (c.o.)
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