Attenzione
Aggressione in maschera Trovati i responsabili
Sono tre giovani di Agliana: «È stato uno scherzo stupido finito male» Rintracciati grazie alle telecamere e alle testimonianze dei passanti
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PRATO. C’è uno scherzo di cattivo gusto portato alle estreme conseguenze dopo un pomeriggio di bevute dietro alla brutale aggressione di cui è stata vittima la sera del 31 ottobre Maria Pia Papini, la compagna cinquantasettenne dell’industriale Franco Milioni, mentre tornava a casa in via del Cassero.
Dopo un mese di indagini hanno un nome, e hanno già confessato, gli autori di quell’aggressione. Si tratta di tre giovani di Agliana (di 18, 20 e 22 anni) che erano venuti a Prato indossando maschere tipo “V per vendetta” e “Urlo di Munch” per festeggiare la notte di Halloween.
Il capo della squadra mobile Francesco Nannucci ha spiegato ieri che le indagini sono partite dalle immagini riprese dalle telecamere lungo la strada. All’inizio non c’era una pista privilegiata, poi sono state raccolte le testimonianze di passanti che hanno raccontato di aver visto tre giovani mascherati che stazionavano in via del Cassero e spaventavano chi passava di lì. Uno dei tre aggressori indossava un giubbotto da biker bianco e nero che ha aiutato gli inquirenti a ricostruire i movimenti dei tre. In una sequenza si vedono i tre che fuggono da via del Cassero dopo l’aggressione. La svolta è arrivata quando le immagini sono state mostrate a un barista che ha creduto di riconoscere uno dei tre, fornendo il nome di battesimo e dicendo che era un giovane di Agliana. Per questo le indagini si sono concentrate in quella zona. Analizzando i profili sui social network è spuntata la foto di una maschera molto simile a quella usata da uno degli aggressori. Lunedì mattina gli uomini della squadra mobile hanno finalmente rintracciato il giovane di Agliana, che ha subito ammesso le sua responsabilità. Ha detto che insieme a due amici aveva organizzato uno scherzo di cattivo gusto: due giovani facevano finta di litigare e un terzo spuntava dai cipressi di via del Cassero per spaventare gli automobilisti in transito. Quando è passata la signora Papini il terzo, all’insaputa degli altri due, ha usato una pietra per spaccare il finestrino dell’auto, così ferendo la donna. La polizia ha dunque rintracciato gli altri due giovani, che anche loro hanno subito ammesso le proprie responsabilità.
Coi poliziotti della squadra mobile si sono complimentati il questore Paolo Rossi e il sindaco Matteo Biffoni, che ha commentato: «L’episodio aveva allarmato molte persone e anche il marito della signora che aveva chiesto più controlli. Purtroppo davanti a un gesto così stupido non c’è prevenzione che tenga».
Paolo Nencioni
Dopo un mese di indagini hanno un nome, e hanno già confessato, gli autori di quell’aggressione. Si tratta di tre giovani di Agliana (di 18, 20 e 22 anni) che erano venuti a Prato indossando maschere tipo “V per vendetta” e “Urlo di Munch” per festeggiare la notte di Halloween.
Il capo della squadra mobile Francesco Nannucci ha spiegato ieri che le indagini sono partite dalle immagini riprese dalle telecamere lungo la strada. All’inizio non c’era una pista privilegiata, poi sono state raccolte le testimonianze di passanti che hanno raccontato di aver visto tre giovani mascherati che stazionavano in via del Cassero e spaventavano chi passava di lì. Uno dei tre aggressori indossava un giubbotto da biker bianco e nero che ha aiutato gli inquirenti a ricostruire i movimenti dei tre. In una sequenza si vedono i tre che fuggono da via del Cassero dopo l’aggressione. La svolta è arrivata quando le immagini sono state mostrate a un barista che ha creduto di riconoscere uno dei tre, fornendo il nome di battesimo e dicendo che era un giovane di Agliana. Per questo le indagini si sono concentrate in quella zona. Analizzando i profili sui social network è spuntata la foto di una maschera molto simile a quella usata da uno degli aggressori. Lunedì mattina gli uomini della squadra mobile hanno finalmente rintracciato il giovane di Agliana, che ha subito ammesso le sua responsabilità. Ha detto che insieme a due amici aveva organizzato uno scherzo di cattivo gusto: due giovani facevano finta di litigare e un terzo spuntava dai cipressi di via del Cassero per spaventare gli automobilisti in transito. Quando è passata la signora Papini il terzo, all’insaputa degli altri due, ha usato una pietra per spaccare il finestrino dell’auto, così ferendo la donna. La polizia ha dunque rintracciato gli altri due giovani, che anche loro hanno subito ammesso le proprie responsabilità.
Coi poliziotti della squadra mobile si sono complimentati il questore Paolo Rossi e il sindaco Matteo Biffoni, che ha commentato: «L’episodio aveva allarmato molte persone e anche il marito della signora che aveva chiesto più controlli. Purtroppo davanti a un gesto così stupido non c’è prevenzione che tenga».
Paolo Nencioni
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