Il Tirreno

Prato

TRIBUNALE 

Sequestra e rapina un cinese Dura condanna al marocchino

Sequestra e rapina un cinese Dura condanna al marocchino

PRATO. Una pesante condanna è stata inflitta dal Tribunale di Prato, presieduto dal giudice Silvio De Luca, nei confronti di un marocchino di 24 anni, Abderrahim Nasri, chiamato a rispondere di una...

2 MINUTI DI LETTURA





PRATO. Una pesante condanna è stata inflitta dal Tribunale di Prato, presieduto dal giudice Silvio De Luca, nei confronti di un marocchino di 24 anni, Abderrahim Nasri, chiamato a rispondere di una brutale rapina compiuta il 31 marzo 2014 ai danni di un cinese insieme a due complici. Secondo quanto ricostruito durante il processo, Nasri aggredì il cinese fuori da un bar e, insieme ai due complici, lo costrinse a portarli nell’abitazione dell’orientale, in via Cialdini, dove l’uomo fu picchiato e accoltellato per costringerlo a consegnare tutto quello che c’era di valore in casa. I tre successivamente scapparono e il cinese fu ricoverato in gravi condizioni in ospedale.

Le forze dell’ordine sono riuscite a dare un nome ai tre aggressori, uno dei quali, minorenne, è già stato condannato, mentre un altro è riuscito a fuggire. Nasri fu rintracciato dopo qualche mese e ieri, difeso dall’avvocato Antonio Bertei, è comparso davanti al Tribunale ed è stato condannato a 7 anni e 6 mesi di reclusione. Era già in carcere per un altro grave fatto di sangue: il 19 aprile 2016 accoltellò un connazionale davanti al Bar Sam di via Siena, al Soccorso, nell’ambito di un regolamento di conti legato allo spaccio di droga e successivamente fu arrestato per tentato omicidio e condannato a cinque anni di reclusione.

L’accoltellamento, come si vede, è successivo all’aggressione subita dal cinese, ma evidentemente Nasri era stato rimesso in libertà dopo il primo episodio e ha così potuto continuare a delinquere.

Se fosse rimasto in carcere, come la sentenza di ieri ha dimostrato che doveva stare, non si sarebbe rischiato un omicidio, quello tentato davanti al Bar Sam di via Siena del 19 aprile dell’anno scorso. Secondo gli inquirenti quell’episodio fu la risposta a una precedente zuffa tra due gruppi di nordafricani avvenuta qualche giorno prima in piazza Mercatale.

Il giovane nordafricano fu fermato nella sua abitazione mentre si preparava a tornare in Marocco per sfuggire alle ricerche. (p.n.)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa