Il Tirreno

Prato

Fermato per l’omicidio «Era in strada e piangeva»

Fermato per l’omicidio «Era in strada e piangeva»

La storia di uno dei quattro adolescenti cinesi arrestati dalla squadra mobile dopo la scoperta del cadavere di un connazionale in una valigia a Modena

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PRATO. Sono poco più che bambini ma hanno già un macigno sulle spalle i quattro adolescenti cinesi, due sedicenni e due diciassettenni, fermati ieri a Prato dalla squadra mobile con l’accusa di omicidio pluriaggravato e occultamento di cadavere dopo la scoperta, sabato pomeriggio, del corpo senza vita di un loro connazionale ventenne, nascosto in una valigia, in un appartamento vicino alla stazione di Modena.

Uno di loro, diciassettenne, è stato fermato nell’appartamento dove vive insieme ai genitori in via Zarini. «Sabato sera si è fatto tardi e non era ancora tornato a casa - racconta il confezionista datore di lavoro dei due genitori - La mamma l’ha chiamato al telefono e lui ha detto che non voleva tornare. Intorno alle 23 ho accompagnato la mamma in via Pistoiese, dove finalmente l’abbiamo trovato. Era sul marciapiede e piangeva. L’abbiamo riportato a casa ma a me non ha detto nulla. Dell’omicidio ho saputo leggendo la notizia su un giornale cinese».

Erano passate solo poche ore dalla scoperta del corpo a Modena e il diciassettenne apparentemente era solo in via Pistoiese. I poliziotti delle squadre mobili di Prato e Modena sono andati a prenderlo domenica notte. «Sono arrivati all’una e venti - racconta il confezionista - L’hanno svegliato e gli hanno detto di vestirsi. A noi non hanno detto nulla, e all’inizio nemmeno ai genitori».

Il ragazzo non poteva saperlo, ma qualche ora prima era stato fermato un suo amico sedicenne che è stato portato a Modena e forse ha fatto i nomi degli altri quattro. I fermi sono stati eseguiti in un Internet Point di via Pistoiese, nella casa di via Zarini, in un’abitazione di via Torcicoda a Iolo e l’ultimo, il secondo sedicenne, nel tardo pomeriggio di ieri per strada. All’appello manca ancora un ventenne cinese ritenuto il “fidanzato” della vittima, che avrebbe deciso una sorta di spedizione punitiva dopo che il ventenne di Modena aveva minacciato di rivelare a tutti la sua omosessualità.

Il diciassettenne fermato in via Zarini secondo il confezionista vive in città da circa un anno ed è un ragazzo abbastanza riservato. Oggi o domani sarà interrogato insieme agli altri. (p.n.)

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