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l’incontro in provincia 

Maxi cantiere sulla Direttissima Ferrovie offre solo “briciole”

Maxi cantiere sulla Direttissima Ferrovie offre solo “briciole”

PRATO. Prima riunione decisamente “calda” sul maxi cantiere lungo la linea Prato-Bologna che partirà a giugno 2018 e terminerà, se tutto procederà senza intoppi, dopo tre anni, nel 2021. Tutti...

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PRATO. Prima riunione decisamente “calda” sul maxi cantiere lungo la linea Prato-Bologna che partirà a giugno 2018 e terminerà, se tutto procederà senza intoppi, dopo tre anni, nel 2021. Tutti presenti: l’assessore regionale alla mobilità Vincenzo Ceccarelli, l’assessore del Comune di Prato Filippo Alessi, i sindaci della Vallata Primo Bosi di Vaiano, accompagnato dall’assessore Davide Puccianti (ex dirigente mobilità al Comune di Prato) Giovanni Morganti di Vernio e Guglielmo Bongiorno di Cantagallo, i consiglieri regionali Nicola Ciolini e Ilaria Bugetti, due dirigenti di Rfi la società di Trenitalia che eseguirà l’intervento per adeguare la cosiddetta “Direttissima” al traffico merci ferroviario di grandi dimensioni (occorrerà, tra l’altro, ampliare le gallerie di un metro abbassando i binari e fresando i tunnel). Primo match interlocutorio finito con un “arrivederci” a breve termine perché sul piatto delle compensazioni Rfi non è stata - secondo gli amministratori locali - all’altezza delle aspettative. In pratica la “moneta di scambio” chiesta a Rfi per i tre anni di disagi veri che attendono le centinaia di migliaia di cittadini della Vallata e di Prato in termini di diminuzione di traffico ferroviario (stop ai treni dalle 9 fino alle 16,30 sulll’intera tratta e dalle 9 fino alle 13, 30 tra Vernio-Prato fino a quando il cantiere non interesserà l’area, blocco nel weekend) e di problematiche legate al cantiere (il rumore e lo smaltimento del materiale che non si sa se verrà trasportato su ferro o gomma) sarebbe stata quasi nulla. Di qui la presa di posizione dei primi cittadini valbisentini che in maniera coordinata con i colleghi del versante emiliano romagnolo, chiedono una serie di interventi «che garantiscano - affermano Morganti, Bongiorno e Bosi - che alla fine del cantiere il rilancio della mobilità su ferro sia effettivo». Dunque, tre soste in più dei treni a Terrigoli, Carmignanello e La briglia, ampliamento dei parcheggi, barriere anti-rumore, adeguamento delle stazioni di Vernio e Vaiano agli standard europei (che non avverrà comunque prima del 2022). Altra questione aperta è la valutazione dell’importanza del collegamento ferroviario tra Vernio e Prato che, secondo i tecnici regionali, sarebbe utilizzato da non più di 50 persone al giorno. Anche su questo fronte gli amministratori locali hanno fatto “barriera” chiedendo un’indagine un po’ più accurata a Rfi che si è detta disponibile. «Nei prossimi giorni - concludono i sindaci valbisentini - faremo approvare nei nostri rispettivi consigli comunali e all’unione dei comuni, un ordine del giorno con il quale mettere nero su bianco la nostra posizione».(c.o.)

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