Il Tirreno

Prato

Donne in piazza contro la violenza - Video e foto

Cristina Orsini
Una donna scrive una frase contro la violenza sulle donne sui cartelloni-lenzuolo (foto Batavia)
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Una donna scrive una frase contro la violenza sulle donne sui cartelloni-lenzuolo (foto Batavia)

Prato, canti, letture e parole d’amore nella giornata mondiale di denuncia del fenomeno, ma la partecipazione degli uomini è ancora scarsa

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PRATO. Donne e ancora donne. In piazza, sabato 25 novmbre, a cantare e suonare, a leggere poesie, a parlare d’amore e a scrivere sui quel cartelloni-lenzuolo messi sotto la statua del Datini in piazza del Comune «vorrei vedere almeno due uomini di fianco alle donne che oggi sono scese in piazza». Ma i due uomini per ogni donna continuano a mancare. Anche nella giornata mondiale per l’eliminazione della violenza contro quella parte di umanità, ricordata a Prato - città con un altissima percentuale di casi emersi - con un pomeriggio di performance organizzate dalle associazioni La Nara, Ipazia, Talea e con il patrocinio del Comune.

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O per dirla con le parole della presidente del consiglio comunale Ilaria Santi: «Come si fa a parlare di violenza sulle donne senza coinvolgere gli uomini, non è certo un problema che possa riguardare solo noi». Ed ecco che a Firenze è nata l’associazione che assiste i maltrattanti «per fare capire quale devastazione provochino», ecco che nelle scuole di Prato già dall’asilo si educano i bambini a superare gli stereotipi di genere, ecco che Simone Magani, assessore alla cultura, che ha portato il saluto del Comune nell’ambito della performance, ha caldeggiato «un congruo finanziamento della legge in sosteno delle vittime dei femminicidi che però - ha detto - ha una dotazione di soli 140.000 euro per dare tutela legale a quelle famiglie sconquassate dalla morte violenta della donna. Una legge che ha buoni contenuti - ha concluso - ma che va riempita di soldi».

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Sono state le organizzatrici, tra le altre Loredana Dragoni, Annamaria Papi e l’avvocata Lorenza Razzi, la prima fondatrice, le altre operatrici volontarie dell’associazione La Nara che da almeno vent’anni si occupa delle tutela delle donne, a spiegare il fenomeno a Prato: «Il trend delle donne che si rivolgono a noi - ha detto Dragoni - è costante, nel 2017 abbiamo avuto 238 donne prese in carico, ma sono 407 i casi che seguiamo relativi agli anni precedenti. E’ aumentata però la voglia di far emergere il fenomeno, di denunciare».

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E’ mutata invece la tipologia della richiesta: «Rispetto agli anni scorsi sono in crescita le donne straniere che si rivolgono al centro e questo è un buon segno - ha affermato Papi - perché significa che hanno preso consapevolezza e che l’attività di prevenzione, fondamentale per arrivare al risultato, sta funzionando». Se negli anni scorsi il 70% di richieste di aiuto proveniva da donne italiane e il 30% da straniere, la percentuale di queste ultime è salita al 40. «Si allarga anche la platea - ha proseguito - delle donne giovani che chiedono assistenza e che riesono a uscire da una situazione di violenza in tempi minori».

Fondamentale il ruolo del legale: «Noi entriamo in campo - ha spiegato Razzi - nel caso ci siano minori, quando la donna intraprende un percorso di separazione o quando il progetto personalizzato che riguarda la situazione della singola persona, richiede la consulenza legale. Per prima cosa il nostro compito è spiegare alle donne quali siano i loro diritti».
 

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