Attenzione
Borse fatte “in pelle di mela”
Al Forum del riciclo, ospitato al Centro Pecci, esposti alcuni esempi di oggetti realizzati con gli scarti
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PRATO. “In natura non esistono scarti ma solo risorse”. È questo il filo conduttore della mostra “Eterno ritorno”, il cui scopo è stato sottolineare la virtuosità di alcune aziende, non solo toscane, nei processi di lavorazione di materiali e prodotti organici per poi trasformali in oggetti di vario tipo. L’esposizione degli oggetti era a corredo del “Forum del riciclo” ospitato per la prima volta a Prato presso il Centro Pecci e promosso da Legambiente. Per tutta la giornata di ieri un’ala del centro per l’arte contemporanea ha ospitato dibattiti, approfondimenti e buone pratiche sul riciclo. Ciotole realizzate con lo sterco di mucca, cappelli in lana rigenerata fino a borse fatte con scarti di mela.
Pelle mela. Si, proprio così: borse che sembrano di pelle animale ma che in realtà sono il prodotto finale di una lavorazione degli scarti della comunissima mela. La resistenza, la consistenza e il tatto sono gli stessi di un oggetto in pelle animale o sintetica. Ma in questo caso la pelle vegetale ha fra i vantaggi quello delle non emissioni di CO2. A produrre borse in “Pelle mela” è la “Green evolution” che ha sede proprio a Prato. Gli scarti delle mele vengono essiccati, quindi spalmati su tessuti in cotone e i coloranti utilizzati per dare le varie tonalità agli oggetti non sono chimici. Nella gamma dei prodotti proposti ed anche esposti al Pecci oltre ad una borsa da signora, portachiavi, e poi scarpette da bambino e scarpe da donna fino alle poltrone tutte rigorosamente rivestite da “Pelle mela” e tutti con un design accattivante e bello da vedersi.
Dal letame nascono le stoviglie. L’occhio, poi, non può non fermarsi su alcune ciotole, piatti e vasi realizzati con lo sterco animale. Che una volta secco viene mescolato ad argilla toscana e diventa così la materia per la realizzazione di oggetti come quelli in mostra. E nessun olezzo di troppo, il materiale è inodore così come pure gli oggetti.
Lane rigenerate. L’inverno è alle porte, manca meno di un mese, e per riparsi dal freddo non c’è niente di meglio che cappelli e sciarpe di “Lo fo io” il maglificio pratese che con il progetto “Rilana” utilizza lane rigenerate per dare vita a questi accessori.
Braccialetti in pelle di pesce. E dagli accessori per coprirsi dal freddo a quelli estetici come i braccialetti della “Poseidon” di San Benedetto del Tronto. Dalle pelli di diversi specie del Mar Mediterraneo, dopo essere state lavorate e conciate, si ottiene un materiale innovativo per realizzare braccialletti e gioielli in generale, tutti prodotti in Italia, visto che il processo produttivo delle pelli viene svolto nella nostra nazione. E nessuna delle specie utilizzata è stata catturata solo per ottenere la pelle e nessuna è in via di estinzione, questo perché le risorse marine vanno preservate e gestite in maniera ecosostenibile. Sono queste le cose più curiose che il visitatore poteva trovare alla mostra “Eterno ritorno” insieme ad altri oggetti tutti di natura bio come i pannolini ecologici, sacchetti biodegradibili fino ai tessuti in fibra di latte.
Azelio Biagioni
Pelle mela. Si, proprio così: borse che sembrano di pelle animale ma che in realtà sono il prodotto finale di una lavorazione degli scarti della comunissima mela. La resistenza, la consistenza e il tatto sono gli stessi di un oggetto in pelle animale o sintetica. Ma in questo caso la pelle vegetale ha fra i vantaggi quello delle non emissioni di CO2. A produrre borse in “Pelle mela” è la “Green evolution” che ha sede proprio a Prato. Gli scarti delle mele vengono essiccati, quindi spalmati su tessuti in cotone e i coloranti utilizzati per dare le varie tonalità agli oggetti non sono chimici. Nella gamma dei prodotti proposti ed anche esposti al Pecci oltre ad una borsa da signora, portachiavi, e poi scarpette da bambino e scarpe da donna fino alle poltrone tutte rigorosamente rivestite da “Pelle mela” e tutti con un design accattivante e bello da vedersi.
Dal letame nascono le stoviglie. L’occhio, poi, non può non fermarsi su alcune ciotole, piatti e vasi realizzati con lo sterco animale. Che una volta secco viene mescolato ad argilla toscana e diventa così la materia per la realizzazione di oggetti come quelli in mostra. E nessun olezzo di troppo, il materiale è inodore così come pure gli oggetti.
Lane rigenerate. L’inverno è alle porte, manca meno di un mese, e per riparsi dal freddo non c’è niente di meglio che cappelli e sciarpe di “Lo fo io” il maglificio pratese che con il progetto “Rilana” utilizza lane rigenerate per dare vita a questi accessori.
Braccialetti in pelle di pesce. E dagli accessori per coprirsi dal freddo a quelli estetici come i braccialetti della “Poseidon” di San Benedetto del Tronto. Dalle pelli di diversi specie del Mar Mediterraneo, dopo essere state lavorate e conciate, si ottiene un materiale innovativo per realizzare braccialletti e gioielli in generale, tutti prodotti in Italia, visto che il processo produttivo delle pelli viene svolto nella nostra nazione. E nessuna delle specie utilizzata è stata catturata solo per ottenere la pelle e nessuna è in via di estinzione, questo perché le risorse marine vanno preservate e gestite in maniera ecosostenibile. Sono queste le cose più curiose che il visitatore poteva trovare alla mostra “Eterno ritorno” insieme ad altri oggetti tutti di natura bio come i pannolini ecologici, sacchetti biodegradibili fino ai tessuti in fibra di latte.
Azelio Biagioni
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