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Prato

Molestie su 8 ragazzine processo quasi da rifare

Molestie su 8 ragazzine processo quasi da rifare

Cambia il giudice e il 2 dicembre il presunto pedofilo potrebbe tornare in libertà Il pm ripete la requisitoria chiedendo 7 anni a 4 mesi. Riascoltata una psicologa

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PRATO. Nuovo colpo di scena nel processo a carico dell’operaio pratese di 43 anni accusato di aver molestato otto minorenni tra il 2011 e il 2016, palpeggiandole nelle parti intime dopo averle prese in braccio con la scusa di fare misurazioni in punti alti. Mancava solo la sentenza, attesa per martedì in tribunale, ma un improvviso cambio del giudice ha comportamento un inevitabile, ennesimo slittamento. Con buona pace sia per la parte civile e per le vittime che per l’imputato, i cui arresti domiciliari scadono il 2 dicembre e potrebbe tornare in piena libertà. Il giudice Carlo Cautadella è stato sostituito da Alberto Lippini e vana è stata la richiesta dell’avvocato Lorenzo Baldassini, legale dell’imputato, al presidente del tribunale di distaccare Cautadella, che ha sempre seguito il processo, per consentirgli di concludere l’attività di Gup: istanza respinta. Il nuovo giudice, tuttavia, non ha ritenuto di dover ripartire da zero, vista la complessità del processo e la sua delicatezza, con le vittime quasi tutte minorenni.

Così martedì, dopo aver nuovamente ascoltato la psicologa Alessandra Gambineri - una delle consulenti nominate dal giudice a inizio processo per svolgere il delicato compito di stabilire l’attendibilità della testimonianze delle ragazzine – il giudice ha dato la parola al pm Egidio Celano, che ha nuovamente esposto la propria requisitoria, già presentata al gup Cautadella il 3 ottobre scorso, chiedendo per il quarantatreenne accusato di molestie seriali una pena di 7 anni e quattro mesi di reclusione, partendo da una base di 11 anni, ridotti di un terzo per il rito alternativo. L'operaio edile non ha mai negato i fatti, ma ha sempre respinto la violenza sessuale contestatagli dagli inquirenti e nell’ottobre scorso decise di destinare il Tfr di vent’anni di lavoro, circa 32.000 euro, in parti uguali alle parti offese. Un segnale di ravvedimento con tanto di scuse formulate in aula. L’udienza è stata aggiornata a venerdì, data in cui toccherà alle parti civili e ai difensori ripresentare la requisitoria e le arringhe, mentre per la conclusione del processo con la sentenza di primo grado si andrà all’inizio della prossima settimana, in modo da rientrare nei termini di scadenza della misura cautelare del 2 dicembre.

L’esigenza di riascoltare la perita psicologa Gambineri, era invece stata fissata dal giudice precedente, che voleva approfondire l’attendibilità delle testimonianze, in quanto in prima battuta le ragazze erano state sentite con modalità non conformi alla “Carta di Noto”, che previde una serie di cautele in caso di minori, come la videoregistrazione.

Francesco Albonetti

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