Il dolore
In aumento le donne vittime di violenza
Maria Lardara
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Una manifestazione contro la violenza sulle donne (foto d'archivio)Prato, i dati del Centro La Nara: in maggioranza italiani gli autori dei maltrattamenti. Il Castello si tingerà d'arancione, performance in piazza e spettacolo al Magnolfi
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PRATO. Sono mariti, ex fidanzati, padri di figli, compagni e conviventi da una vita. I mostri sono vicini, spesso dentro le pareti di casa. Sono loro ad aver spinto 237 donne a bussare alla porta del centro antiviolenza La Nara per chiedere aiuto nell'arco del 2016, dodici in più rispetto al 2015. E il trend si mantiene costante anche per il 2017, secondo i numeri diffusi in occasione della Giornata contro la violenza sulle donne (25 novembre).
Chi sono. Sempre più donne di nazionalità straniera decidono di rompere il silenzio: il 60% dei casi presi in carico nel 2016 da La Nara parla cinese, marocchino, urdu e le lingue dell’Est europeo, quando fino a due anni fa il rapporto era di 70 (italiane) a 30 (straniere). «Cresce la consapevolezza della violenza subita grazie al passaparola e all’incoraggiamento a denunciare», sottolinea Loredana Dragoni de La Nara che al momento segue complessivamente 400 casi, compresi i nuovi accessi. Disaggregando i dati per provenienza, si scopre che il 75% di coloro che si sono rivolte al centro antiviolenza arriva da Prato e provincia, ben l’8,5% da Montemurlo, il 7,6% dal Montalbano e il 3,8% dalla Vallata. Donne giovani, per lo più laureate o diplomate, con un‘occupazione alle spalle, sia pure precaria (il 49%). Ma il primo passo è l’educazione nelle scuole: da tanti anni il Comune di Prato organizza iniziative sul linguaggio di genere, a partire dalla scuola materna, perché – per dirla con le parole della presidente del consiglio comunale Ilaria Santi - «il linguaggio usato quotidianamente è fondamentale e la parola scritta rimane per sempre».
Italiani più violenti. A prescindere dal colore, la violenza contro le donne è sempre violenza. Nella fotografia del centro La Nara colpisce il fatto che il 72% dei “maltrattanti” sia italiano: visto però che è in aumento il numero delle donne straniere maltrattate, possiamo farci un’idea di come certe dinamiche si consumino dentro le mura domestiche, in barba allo stereotipo che vede spesso nello straniero il carnefice. Solo il 28% degli uomini che commettono violenza ha un titolo di studio mentre il 54% appartiene alla casistica di “insospettabile”, ovvero non consuma né droghe né alcol. «In questo momento – spiega Dragoni – abbiamo nella nostra casa rifugio 11 donne e 14 bambini».
Ci sono poi i percorsi di emersione, quella chance di riscatto data dal lavoro. Ma non è sempre facile, soprattutto per le donne straniere con maggiori difficoltà linguistiche: la cooperativa Alice (cui fa capo La Nara) si dà molto da fare per reinserire le donne prese in carico nei vari campi della mediazione culturale e assistenza sociale.
Le iniziative. Per sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema, da giovedì 23 novembre il Castello dell’Imperatore si tingerà d'arancione in occasione dell'Orange Day: quello di Prato è uno dei venti Comuni italiani che hanno aderito all'iniziativa voluta dalle Nazioni Unite nell'ambito della campagna contro la violenza sulle donne. Previsto un calendario d’iniziative incrociate volute dall’assessorato alla cultura e dalla presidenza del consiglio. Si parte giovedì 23 novembre, alle 21 nel salone consiliare, con "Orfani di femminicidio. Vittime dimenticate", una serie di riflessioni e testimonianze a cura del club pratese del Soroptimist. La giornata clou sarà sabato 25 novembre, quando in piazza del Comune (dalle 15) saranno portate in scena performance e letture sul tema della violenza di genere raccogliendo le opinioni dei cittadini. Appuntamento al Teatro Magnolfi la sera alle 21 con lo spettacolo "La Dea Dei Serpenti" con Consuelo Ciatti e Valeria Caliandro per la regia di Giovanni Nuti, in replica domenica 26.
Musica protagonista a Palazzo Pretorio, domenica alle 17, con un concerto a cura di Mesotonica. La voce di Alessia Arena e le note di clavicembalo di Federica Bianchi accompagneranno un concerto omaggio a Rosa Balistreri.
Maria Lardara
Chi sono. Sempre più donne di nazionalità straniera decidono di rompere il silenzio: il 60% dei casi presi in carico nel 2016 da La Nara parla cinese, marocchino, urdu e le lingue dell’Est europeo, quando fino a due anni fa il rapporto era di 70 (italiane) a 30 (straniere). «Cresce la consapevolezza della violenza subita grazie al passaparola e all’incoraggiamento a denunciare», sottolinea Loredana Dragoni de La Nara che al momento segue complessivamente 400 casi, compresi i nuovi accessi. Disaggregando i dati per provenienza, si scopre che il 75% di coloro che si sono rivolte al centro antiviolenza arriva da Prato e provincia, ben l’8,5% da Montemurlo, il 7,6% dal Montalbano e il 3,8% dalla Vallata. Donne giovani, per lo più laureate o diplomate, con un‘occupazione alle spalle, sia pure precaria (il 49%). Ma il primo passo è l’educazione nelle scuole: da tanti anni il Comune di Prato organizza iniziative sul linguaggio di genere, a partire dalla scuola materna, perché – per dirla con le parole della presidente del consiglio comunale Ilaria Santi - «il linguaggio usato quotidianamente è fondamentale e la parola scritta rimane per sempre».
Italiani più violenti. A prescindere dal colore, la violenza contro le donne è sempre violenza. Nella fotografia del centro La Nara colpisce il fatto che il 72% dei “maltrattanti” sia italiano: visto però che è in aumento il numero delle donne straniere maltrattate, possiamo farci un’idea di come certe dinamiche si consumino dentro le mura domestiche, in barba allo stereotipo che vede spesso nello straniero il carnefice. Solo il 28% degli uomini che commettono violenza ha un titolo di studio mentre il 54% appartiene alla casistica di “insospettabile”, ovvero non consuma né droghe né alcol. «In questo momento – spiega Dragoni – abbiamo nella nostra casa rifugio 11 donne e 14 bambini».
Ci sono poi i percorsi di emersione, quella chance di riscatto data dal lavoro. Ma non è sempre facile, soprattutto per le donne straniere con maggiori difficoltà linguistiche: la cooperativa Alice (cui fa capo La Nara) si dà molto da fare per reinserire le donne prese in carico nei vari campi della mediazione culturale e assistenza sociale.
Le iniziative. Per sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema, da giovedì 23 novembre il Castello dell’Imperatore si tingerà d'arancione in occasione dell'Orange Day: quello di Prato è uno dei venti Comuni italiani che hanno aderito all'iniziativa voluta dalle Nazioni Unite nell'ambito della campagna contro la violenza sulle donne. Previsto un calendario d’iniziative incrociate volute dall’assessorato alla cultura e dalla presidenza del consiglio. Si parte giovedì 23 novembre, alle 21 nel salone consiliare, con "Orfani di femminicidio. Vittime dimenticate", una serie di riflessioni e testimonianze a cura del club pratese del Soroptimist. La giornata clou sarà sabato 25 novembre, quando in piazza del Comune (dalle 15) saranno portate in scena performance e letture sul tema della violenza di genere raccogliendo le opinioni dei cittadini. Appuntamento al Teatro Magnolfi la sera alle 21 con lo spettacolo "La Dea Dei Serpenti" con Consuelo Ciatti e Valeria Caliandro per la regia di Giovanni Nuti, in replica domenica 26.
Musica protagonista a Palazzo Pretorio, domenica alle 17, con un concerto a cura di Mesotonica. La voce di Alessia Arena e le note di clavicembalo di Federica Bianchi accompagneranno un concerto omaggio a Rosa Balistreri.
Maria Lardara
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