Sicurezza
Case-fabbrica, numero verde per le segnalazioni dei cittadini
Istituito dagli ispettori della Regione negli uffici di via Lavarone è attivo già da ieri Rossi: «Risposta tempestiva contro un fenomeno di grande rischio», Nicolosi: «Ben fatto»
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PRATO. Contro il fenomeno delle case - fabbrica un numero verde (800017835 attivo da ieri) dove i cittadini potranno segnale le situazioni anomale. Sì, perché l’illegalità del sistema di produzione cinese, si “adatta” e si trasforma a seconda della pressione del contrasto: se prima erano dormitori in fabbrica, ora la fabbrica si sposta in abitazioni anonime. Se prima era la tragedia della Teresa Moda (sette operai morti nell’azienda di via Toscana il primo dicembre del 2013) oggi i conti si fanno con la coppia di operai morti, il 26 agosto scorso, nella casa-fabbrica della Tignamica. «E noi cerchiamo di dare risposte tempestive che servano a scoraggiare questa nuova modalità con l’obiettivo di mantenere alto il livello di civiltà». A prestare il protocollo d’intesa del nuovo servizio, firmato ieri, il presidente della Regione Enrico Rossi, il responsabile dei ispettori della Regione Renzo Berti, l’assessore alle Attività Produttive Stefano Ciuoffo, ospiti del sindaco Matteo Biffoni in palazzo comunale assieme al procuratore capo Giuseppe Nicolosi e ai consiglieri regionali Ilaria Bugetti e Nicola Ciolini.
Il centralino del numero verde (non verranno accettate segnalazioni anonime) prenderà casa in via Lavarone e alla cornetta risponderanno gli ispettori regionali cui spetterà la prima verifica sulla veridicità della segnalazione, poi entreranno in campo gli agenti della polizia municipale per i controlli quindi la procura della Repubblica. Ed è proprio il procuratore capo che plaude all’iniziativa «che dà gambe all’appello fatto subito dopo i fatti della Tignamica per avere un’indispensabile collaborazione dai cittadini. I luoghi improri di lavoro rappresentano situazioni di grande pericolo per tutti perché non sono visibili. Basso invece il rischio di delazione improprie perché le segnalazioni verranno ricevute la personale specializzato».
«Le istituzioni stanno mettendo in campo tutti gli strumenti possibili per contrastare l’illegalità e i risultati dei controlli continui nei magazzini stando dando risultati concreti – ha affermato il sindaco Biffoni - Lo abbiamo sempre ribadito: Prato dà il benvenuto a chi sceglie il nostro territorio per costruire qui il proprio futuro, ma chiede il rispetto delle regole. Chi sta fuori da questo recinto verrà individuato e perseguito». E’ stato il governatore Rossi a puntare l’indice contro gli italiani che affittano le case-fabbrica «ai quali lanciamo l’appello affinché si mettano in regola e aiutano a scoprire situazione di potenziale rischio» e a chiedere «un azione centralizzata più incisiva sull’evasione fiscale. Noi la nostra parte la facciamo, ma i controlli non bastano».(c.o.)
Il centralino del numero verde (non verranno accettate segnalazioni anonime) prenderà casa in via Lavarone e alla cornetta risponderanno gli ispettori regionali cui spetterà la prima verifica sulla veridicità della segnalazione, poi entreranno in campo gli agenti della polizia municipale per i controlli quindi la procura della Repubblica. Ed è proprio il procuratore capo che plaude all’iniziativa «che dà gambe all’appello fatto subito dopo i fatti della Tignamica per avere un’indispensabile collaborazione dai cittadini. I luoghi improri di lavoro rappresentano situazioni di grande pericolo per tutti perché non sono visibili. Basso invece il rischio di delazione improprie perché le segnalazioni verranno ricevute la personale specializzato».
«Le istituzioni stanno mettendo in campo tutti gli strumenti possibili per contrastare l’illegalità e i risultati dei controlli continui nei magazzini stando dando risultati concreti – ha affermato il sindaco Biffoni - Lo abbiamo sempre ribadito: Prato dà il benvenuto a chi sceglie il nostro territorio per costruire qui il proprio futuro, ma chiede il rispetto delle regole. Chi sta fuori da questo recinto verrà individuato e perseguito». E’ stato il governatore Rossi a puntare l’indice contro gli italiani che affittano le case-fabbrica «ai quali lanciamo l’appello affinché si mettano in regola e aiutano a scoprire situazione di potenziale rischio» e a chiedere «un azione centralizzata più incisiva sull’evasione fiscale. Noi la nostra parte la facciamo, ma i controlli non bastano».(c.o.)
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