Sicurezza
A Vernio i più fedeli dipendenti comunali solo 32 assenze l’anno
di Francesco Albonetti
Secondo il rapporto Hermes tutta la provincia è sotto la media nazionale. Tributi: a Montemurlo i più tartassati
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PRATO. Più il comune è piccolo più i dipendenti pubblici sono fedeli e fanno meno assenze. Quella che sembra essere una curiosa regola a livello nazionale, vale anche per la provincia di Prato, dove i dipendenti comunali del comune capoluogo fanno in media 49,5 giorni di assenza l’anno mentre quelli di Vernio - il comune più piccolo visto che Cantagallo non è contemplato dalla ricerca in quanto ha meno di 5.000 abitanti - di assenze nel fanno solo 31,9 l’anno. Autentici stakanovisti, visto che il dato delle assenze viene calcolato dai giorni di ferie (media 30 l’anno) più quelli di malattia, gravidanza, permessi per lutto eccetera. I dati sono quelli del Rapporto Hermes 2017 e sono relativi all’anno 2015. Il rapporto prende in esame tre parametri sugli enti comunali: le assenze dal servizio; i fondi di contrattazione integrativa e le entrate proprie dovuti ai tributi locali. Abbiamo estrapolato solo il primo e il terzo parametro, quelli che possono maggiormente incuriosire e, per così dire, meno “interni” alle beghe della pubblica amministrazione.
Assenze al lavoro sotto la media nazionale. Per quanto attiene i giorni di assenza dal servizio, il dato confortante è che nessun comune della provincia supera la media nazionale di 50,2 giorni l’anno. Come detto, Prato guida la classifica con 49 giorni e rotti, posizionandola all’897° posto nazionale su 2.291 comuni presi in esame. A seguire c’è Montemurlo (46,1 giorni), collocata al 1.335° posto. Poi tocca a Carmignano, 43,3 giorni di assenza, 1.764° posto, Poggio è 2.179ª con 35,7 giorni di assenza, poi viene Vaiano, al 2.234° posto con 32,9 giorni e, infine, Vernio al 2.246° posto con 31.9 giorni. Quasi un primato nazionale quest’ultimo, visto che il comune dai dipendenti più “stakanovisti” risulta quello di Biassono, provincia Monza-Brianza, con 14 giorni di assenza: si potrebbe affermare che gli impiegati di quel comune non fanno neppure i giorni di ferie che spettano loro. Per contro, la calabrese Locri è la maglia nera con 99,4 giorni di assenza pro-capite. Nel raffronto toscano delle assenze, pur essendo la città con più abitanti, Firenze (52,3 giorni) è preceduta da Lucca con 56,7 giorni (266° posto), mentre Prato si colloca al terz’ultimo: meglio di lei fanno solo Siena (46,9 giorni) e Grosseto (48,9).
Tributi locali: a Montemurlo i più tartassati. A differenze dei giorni di assenze, la classifica della fiscalità locale non è direttamente proporzionale alla grandezza dei comuni. In provincia i cittadini relativamente più tartassati, almeno nel 2015 e secondo lo studio della società Hermes, erano i montemurlesi, con 698,63 euro a testa (143° posto nazionale su 2.115 comuni). Al secondo posto c’è Prato, 640,82 euro pro-capite, 219° posto nazionale. Seguono Vaiano (636,86 euro), Carmignano (597,16 euro), Vernio (530 euro) e Poggio a Caiano in fondo alla graduatoria con 366,26 euro. Un caso, quello di Poggio: anche se è improprio parlare di “paradiso fiscale”, non c’è dubbio che la differenza con gli altri comuni della provincia spicca. La media nazionale è di 533 euro di tasse locali annue pro-capite, mentre a livello regionale Siena è nettamente al comando con 1.248,97 euro, mentre Pistoia è la meno tassata con 522,14 euro.
Assenze al lavoro sotto la media nazionale. Per quanto attiene i giorni di assenza dal servizio, il dato confortante è che nessun comune della provincia supera la media nazionale di 50,2 giorni l’anno. Come detto, Prato guida la classifica con 49 giorni e rotti, posizionandola all’897° posto nazionale su 2.291 comuni presi in esame. A seguire c’è Montemurlo (46,1 giorni), collocata al 1.335° posto. Poi tocca a Carmignano, 43,3 giorni di assenza, 1.764° posto, Poggio è 2.179ª con 35,7 giorni di assenza, poi viene Vaiano, al 2.234° posto con 32,9 giorni e, infine, Vernio al 2.246° posto con 31.9 giorni. Quasi un primato nazionale quest’ultimo, visto che il comune dai dipendenti più “stakanovisti” risulta quello di Biassono, provincia Monza-Brianza, con 14 giorni di assenza: si potrebbe affermare che gli impiegati di quel comune non fanno neppure i giorni di ferie che spettano loro. Per contro, la calabrese Locri è la maglia nera con 99,4 giorni di assenza pro-capite. Nel raffronto toscano delle assenze, pur essendo la città con più abitanti, Firenze (52,3 giorni) è preceduta da Lucca con 56,7 giorni (266° posto), mentre Prato si colloca al terz’ultimo: meglio di lei fanno solo Siena (46,9 giorni) e Grosseto (48,9).
Tributi locali: a Montemurlo i più tartassati. A differenze dei giorni di assenze, la classifica della fiscalità locale non è direttamente proporzionale alla grandezza dei comuni. In provincia i cittadini relativamente più tartassati, almeno nel 2015 e secondo lo studio della società Hermes, erano i montemurlesi, con 698,63 euro a testa (143° posto nazionale su 2.115 comuni). Al secondo posto c’è Prato, 640,82 euro pro-capite, 219° posto nazionale. Seguono Vaiano (636,86 euro), Carmignano (597,16 euro), Vernio (530 euro) e Poggio a Caiano in fondo alla graduatoria con 366,26 euro. Un caso, quello di Poggio: anche se è improprio parlare di “paradiso fiscale”, non c’è dubbio che la differenza con gli altri comuni della provincia spicca. La media nazionale è di 533 euro di tasse locali annue pro-capite, mentre a livello regionale Siena è nettamente al comando con 1.248,97 euro, mentre Pistoia è la meno tassata con 522,14 euro.
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