Il Tirreno

Prato

Il tempio buddista raddoppia gli spazi

Il tempio buddista raddoppia gli spazi

Il 24 novembre per l’inaugurazione ufficiale ottanta monaci arriveranno dalla Cina in piazza del Mercato

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PRATO. Le statue votive sono ancora coperte con un telo rosso. Immagine dei Buddha e Bodhisattva ancora “bendati” ma, tra una settimana, quei drappi sugli occhi cadranno: venerdì 24 novembre il tempio “Pu hua si” darà il benvenuto a 80 monaci provenienti dalla Cina per festeggiare il raddoppio degli spazi. Si passa da 700 a 1400 metri quadrati in quest’angolo di Oriente incastonato tra piazza Ciardi e piazza del Mercato Nuovo, porta di accesso al centro storico, dove la comunità buddista dei cinesi di Prato ha investito i propri denari (2 milioni di euro dal 2009, anno d’inaugurazione dell’edificio, a oggi) per realizzare un luogo di culto più grande e più sicuro, un tempio a prova di terremoti data l’elevata qualità dei materiali in legno utilizzati. I cinesi, per comodità, lo chiamano “tempio” ma nulla dall’esterno lascia pensare al profilo architettonico di una pagoda (come a Roma). Ogni mattina qui è tutto un viavai di fedeli, soprattutto donne, che s’inchinano al cospetto del Buddha, gli porgono doni e preghiere. Chi l’ha detto che i cinesi pensano solo a lavorare dalla mattina alla sera? Per sfatare uno dei tanti luoghi comuni che circolano sulla comunità basta frequentare questo luogo che è sempre frequentato a tutte le ore del giorno e della sera. «Una risposta spirituale alle migliaia di fedeli, sempre più numerosi, che fanno parte della nostra comunità e che sono in aumento», spiega il presidente dell’associazione buddista cinese Huang Shu Lin. In pratica, l’intervento di ampliamento ha riguardato il nucleo centrale del tempio che si è allargato con l’acquisizione di un piccolo stanzone artigianale, in modo da ricavare anche un magazzino e degli alloggi per i monaci buddisti provenienti dalla Cina. Hanno lavorato gomito a gomito maestranze italiane e cinese per dare una casa più grande ai buddisti. Qui la sete di spiritualità è palpabile, incarnata dal maestro Yuan Yi che rappresenta la guida religiosa. «Chi è credente può arrivare a tutte le ore, non è certo il datore di lavoro a impedirlo», spiega Luigi Yu. Secondo il calendario lunare, per i buddisti il 1° e il 15 del mese sono giorni di preghiera. A visitare in anteprima i locali anche il vice sindaco Simone Faggi che ha ricordato come con gli oneri di urbanizzazione pagati dall’associazione buddista sia stato possibile il rifacimento di due lati di piazza del Mercato Nuovo. «Il percorso intrapreso dall’associazione buddista è avvenuto nella trasparenza – ammette – senza dubbio rappresenta un esempio da seguire». Il tempio è diventato nell’ultimo periodo un piccolo microcosmo d’integrazione culturale grazie all’opera del volontario Davide Finizio che sta provando a mettere in piedi una compagnia teatrale “mista” italo-cinese. Qui ogni domenica mattina i bambini italiani e cinesi vanno a lezione di storia delle religioni e qui i nuovi spazi consentiranno di organizzare anche delle visite guidate.

Maria Lardara

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