Sicurezza
Tre bottiglie molotov contro l’autoarticolato
Appiccato il fuoco nella notte a un camion che si era appena rifornito di indumenti nei pronto moda cinesi. Il conducente pachistano si è salvato
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PRATO. I resti di tre bottiglie molotov sono stati recuperati dai carabinieri del Nucleo investigativo accanto a un autoarticolato semi-distrutto da un incendio la scorsa notte in uno spiazzo lungo il viale XVI Aprile, tra via Val d’Aosta e via Puglia. Due o tre persone, secondo quanto ricostruito dai carabinieri, si sono avvicinate al camion fermo poco dopo le 3 di notte e hanno lanciato le bottiglie incendiarie, senza curarsi che all’interno della cabina di guida ci fosse un pachistano, che però è riuscito ad allontanarsi senza subire ustioni. È stato lui stesso a raccontare ai carabinieri di aver visto un uomo col volto coperto da un casco integrale da motociclista mentre lanciava una delle bottiglie incendiarie.
Il pachistano, secondo quanto riferiscono i suoi amici che hanno assistito alle operazioni di spegnimento, aveva il compito di controllare che nessuno rubasse la merce caricata sull’autoarticolato. Il mezzo era pieno di scatoloni contenenti capi d’abbigliamento, acquistati dai pronto moda cinesi del Macrolotto di Iolo e destinati ai mercati tedesco e olandese. Evidentemente il camionista ha deciso di passare la notte lungo nello spiazzo accanto alla tangenziale per ripartire in mattinata.
I vigili del fuoco, arrivati sul posto nel giro di pochi minuti dalla vicina caserma di via Paronese, hanno trovato almeno due focolai, uno sulla parte anteriore e uno su quella posteriore del camion, anche se i danni maggiori il fuoco li ha fatti davanti, con la cabina completamente distrutta.
Una volta domato l’incendio, gli stessi vigili del fuoco hanno estratto gli scatoloni con gli indumenti, che in gran parte non sono bruciati, ma di fatto sono inservibili. I carabinieri calcolano un danno di circa 300.000 euro, secondo quanto dichiarato dal proprietario del mezzo bruciato.
Resta da capire la cosa più importante, cioè il movente dell’attacco incendiario. I carabinieri della stazione di Iolo e quelli del Nucleo investigativo hanno ascoltato a lungo il testimone pachistano e mantengono il più stretto riserbo.
I primi risultati degli accertamenti sono stati riferiti al sostituto procuratore Valentina Cosci, che sta conducendo le indagini.
Paolo Nencioni
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Il pachistano, secondo quanto riferiscono i suoi amici che hanno assistito alle operazioni di spegnimento, aveva il compito di controllare che nessuno rubasse la merce caricata sull’autoarticolato. Il mezzo era pieno di scatoloni contenenti capi d’abbigliamento, acquistati dai pronto moda cinesi del Macrolotto di Iolo e destinati ai mercati tedesco e olandese. Evidentemente il camionista ha deciso di passare la notte lungo nello spiazzo accanto alla tangenziale per ripartire in mattinata.
I vigili del fuoco, arrivati sul posto nel giro di pochi minuti dalla vicina caserma di via Paronese, hanno trovato almeno due focolai, uno sulla parte anteriore e uno su quella posteriore del camion, anche se i danni maggiori il fuoco li ha fatti davanti, con la cabina completamente distrutta.
Una volta domato l’incendio, gli stessi vigili del fuoco hanno estratto gli scatoloni con gli indumenti, che in gran parte non sono bruciati, ma di fatto sono inservibili. I carabinieri calcolano un danno di circa 300.000 euro, secondo quanto dichiarato dal proprietario del mezzo bruciato.
Resta da capire la cosa più importante, cioè il movente dell’attacco incendiario. I carabinieri della stazione di Iolo e quelli del Nucleo investigativo hanno ascoltato a lungo il testimone pachistano e mantengono il più stretto riserbo.
I primi risultati degli accertamenti sono stati riferiti al sostituto procuratore Valentina Cosci, che sta conducendo le indagini.
Paolo Nencioni
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