Il Tirreno

Prato

Falsi permessi, chieste le condanne

I controlli del Nucleo tributario della Guardia di finanza in uno studio professionale
◗
I controlli del Nucleo tributario della Guardia di finanza in uno studio professionale

Prato, due cinesi alla sbarra: vendevano ai connazionali buste paga e assunzioni fasulle. L'inchiesta che vede coinvolti anche due studi di commercialisti

2 MINUTI DI LETTURA





PRATO. Il pubblico ministero Lorenzo Gestri, al termine di una requisitoria durata più di quattro ore, ha chiesto la condanna a 6 anni di reclusione per Zhong Rongchang e a 4 anni e 2 mesi per la compagna Zhao Shanshan. I due, entrambi difesi dall’avvocato Tiziano Veltri, fanno parte del gruppo di 83 indagati nell’inchiesta che è stata chiamata “Colletti bianchi”, una sorta di fabbrica di permessi di soggiorno destinati a cittadini cinesi grazie a false dichiarazioni di assunzione e false buste paga che faceva capo agli studi di consulenti del lavoro di Filippo Rosini (Prato e Pistoia) e Alberto Robbi (Verona e Prato).

Inchiesta che il 15 novembre dell’anno scorso portò a 15 arresti e 19 obblighi di dimora. Zhong Rongchang e Zhao Shanshan, socio e collaboratrice dello studio Robbi, vengono giudicati col rito abbreviato davanti al giudice Angela Fantechi, che il 16 novembre ascolterà le ragioni della difesa e il 23 deciderà la sorte dei due imputati e di altri 13 (dipendenti dei due studi professionali e alcuni clienti cinesi).

Subito dopo gli arresti Zhong Rongchang ha fatto importanti ammissioni. Ha detto che il suo studio offriva pacchetti completi ai clienti per emergere dalla clandestinità grazie alla produzione di documenti falsi, a cui provvedeva lo studio, dietro lauto compenso. Ma secondo la Procura ha in gran parte ammesso quello che non poteva negare. Per questo nei suoi confronti il pubblico ministero ha sollecitato il giudice a non concedere le attenuanti generiche. Il “colletto bianco” cinese ha invece negato che il suo socio italiano fosse a conoscenza di queste pratiche.

[[atex:gelocal:il-tirreno:prato:cronaca:1.15034985:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/prato/cronaca/2017/03/15/news/falsi-permessi-ai-cinesi-commercialista-alla-sbarra-1.15034985]]

Secondo la Procura lo fa nella speranza che cada l’accusa di associazione a delinquere, sulla quale dovrà decidere il giudice. Alberto Robbi viene giudicato in un procedimento a parte, mentre le indagini sulle attività dello studio Rosini non sono ancora formalmente chiuse. Una sola inchiesta, dunque, all’origine di tre processi che puntano a smantellare l’ennesima fabbrica di falsi permessi scoperta a Prato. (p.n.)
 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il dolore

San Giuliano Terme, è morto Tiziano Taccola: storico dirigente socialista

di Redazione Pisa