Il Tirreno

Prato

Seimila caldaie controllate, cento trovate fuori norma

Francesco Albonetti
Il controllo di una caldaia
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Il controllo di una caldaia

Prato, concluse le verifiche sui pratesi che non erano a posto con l’autocertificazione negli altri sei comuni c’è tempo fino al 31 dicembre per mettersi in regola

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PRATO. Temperature in picchiata e già in quasi tutte le case e i luoghi di lavoro sono stati accesi gli impianti di riscaldamento. Operazione preceduta, come ogni anno, dai consueti controlli: quelli a cadenza annuale della ditta che ci ha installato la caldaia e quelli a carico della società pubblica - Publies nel caso della provincia di Prato - incaricata delle verifiche (da quest’anno per conto della Regione) come stabilito per legge. In provincia sono presenti in catasto 85.700 impianti tecnici, di cui 65.700 solo a Prato e 20.000 nei comuni più piccoli. Visto che i controlli sono normalmente annuali e il costo è intorno a 100 euro, il giro d’affari ammonta a 8 milioni e mezzo di euro.

Impianti certificati e controlli Publies. Nel 2017 sono stati ispezionati in misura maggiore gli impianti che non si erano certificati nel 2016 situati nel capoluogo. Sono stati fatti 6.000 controlli ad impianti che non avevano effettuato la certificazione nel 2016. A Prato, infatti, la certificazione deve avvenire ogni negli anni pari. Sono impianti certificati le caldaie per i quali il cittadino ha chiamato il tecnico privato a fare il controllo di efficienza energetica con rilascio del rapporto di controllo e che il manutentore ha provveduto ad inviare a Publies. Chi non ha fatto questa operazione, tramite verifica del catasto-impianti in possesso di Publies, è stato oggetto di ispezione a pagamento, al costo di 100 euro. I tecnici non prendono i soldi direttamente a casa (che sarebbe una truffa), ma il pagamento avviene tramite bollettino. Chi è in possesso del rapporto di controllo del 2016 non dovrà pagare niente: l’ispezione sarà gratuita perché coperta dal costo della certificazione che Publies addebita al cittadino.

Il “bollino” costa 20 euro e diventa regionale. Il bollino che attesta la certificazione, introdotto nel 2017, per una caldaia domestica (il 95% degli impianti) è pari a 20 euro ogni due anni. Chi deve certificare la caldaia, oltre al costo della manutenzione, dovrà versare al proprio manutentore privato anche l’importo del bollino: il manutentore rilascerà apposita indicazione sul rapporto di controllo circa l’assolvimento dell’obbligo. In buona sostanza, avere una caldaia a norma ci costa 100 euro l’anno per la manutenzione più 20 euro ogni due per ottenere il bollino.

Dal 2018 controlli anche negli altri comuni. Le famiglie che vivono nei comuni più piccoli della provincia (Cantagallo, Carmignano, Vaiano, Vernio, Poggio a Caiano, Montemurlo) dove non c’è la cadenza degli anni pari come a Prato, verranno controllate a partire dal 2018. Dunque, occorre che entro il 31 dicembre, chi non fosse in regola si adegui chiamando il proprio manutentore e facendosi rilasciare il relativo bollino regionale.

Cento impianti trovati fuori norma nel 2017. Quest’anno nel comune di Prato Publies ha rilevato un centinaio di situazioni a rischio, che hanno portato recentemente a chiudere la fornitura del gas a 9 impianti che, se pur sollecitati in questi mesi, non avevano provveduto a sistemare la caldaia. Le ispezioni sono comunicate ai cittadini con una lettera che indicha giorno ed orario del controllo, che potrà essere adeguato dal cittadino secondo le proprie esigenze contattando il numero verde della società (800 483 450 da telefono fisso oppure 0574 870 870 da telefonia mobile). Ripetiamo, chi è già in possesso del bollino di certificazione non deve fare nulla.



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