Attenzione
Mille mail inviate, nessun supplente
L’insegnante di ruolo di due classi quinte della primaria Salvo D’Acquisto a Tavola è in malattia dall’inizio dell’anno scolastico e la scuola non riesce a trovare un supplente
PRATO. A quest’ora dovevano essersi lasciati alle spalle la Polis. E invece no, eccoli a sfogliare i primi capitoli di storia del sussidiario di quinta. «Hanno fatto a malapena due pagine di civiltà greca», racconta una mamma. È preoccupata: il figlio frequenta l’ultimo anno della primaria “Salvo D’Acquisto” dove sta andando in scena una vera e propria caccia al supplente. Programma a singhiozzi in due quinte del plesso facente capo al comprensivo “Roberto Castellani”. Il motivo? Si aspetta il fatidico supplente che dovrebbe sostituire il docente di ruolo, quello che non si vede dall’inizio dell’anno.
E così cinquanta alunni si ritrovano costretti a uno smistamento continuo in altre aule. «È bene precisare che non abbiamo assolutamente nulla contro la scuola che si è adoperata per rivedere tutto l'orario ridistribuendo le ore del personale docente per cercare di garantire le attività per i prossimi quindici giorni – raccontano alcuni genitori - Ma i nostri figli sono indietro con il programma». E dire che avevano trovato un supplente per il docente di ruolo in malattia dall’inizio dell’anno con più certificati inviati via via alla scuola. «Solo che poi il sostituto ha accettato l’incarico di una supplenza più lunga in un altro istituto», raccontano i genitori. Il male della “supplentite” sta diventando una patologia cronica per la primaria di Tavola. «È vero, abbiamo mandato circa un migliaio di mail via via che scorrevano le graduatorie – confessa il preside Paolo Calusi che dirige anche il comprensivo “Salvemini – La Pira” di Montemurlo - Disagi di questo tipo si verificano spesso, ho problemi anche in altri plessi. Devo ammettere però che, nel caso della “Salvo D’Acquisto”, non era mai capitato che una supplenza andasse deserta per un periodo così lungo: magari stiamo avendo più sfortuna».
In questo caso si tratterebbe di coprire una cattedra vacante fino al 15 dicembre. Nessun supplente pervenuto, né dalle graduatorie di seconda fascia, né dalle graduatorie delle scuole vicine, nemmeno attraverso il canale della “messa a disposizione” che utilizza le candidature di aspiranti docenti provenienti soprattutto dal Sud. «Quelli che contattiamo – fa sapere Calusi - o non accettano o sono già impegnati». C’è chi poi è in maternità, chi ha la 104, chi a sua volta è in aspettativa. Mentre alcuni genitori invocano il sacrosanto diritto allo studio, puntando il dito contro «un sistema che fa acqua da tutte le parti», il preside Calusi fa notare come le difficoltà non stiano nei meccanismi di reclutamento vista l’esistenza di più graduatorie. Spesso chi rinuncia a una supplenza breve – che rappresenta un sacrificio in termini di spostamenti se si abita al Sud – lo fa anche per evitare di perdere l’indennità di disoccupazione dell’Inps.
Maria Lardara
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