Proteste
Vecchio ospedale, costi raddoppiati
Prato, la demolizione del Misericordia e Dolce costerà 6 milioni di euro e dovrebbe partire all’inizio del 2018, con un anno di ritardo sui tempi previsti
PRATO. La demolizione dell’ex ospedale Misericordia e Dolce dovrebbe partire nei primi mesi del 2018, rispettando l’ultimo cronoprogramma presentato dall’Asl Toscana Centro nella persona dell’ingegner Gavazzi.
Un ritardo sulla tabella di marcia di almeno un anno, anche se l’assessore all’urbanistica e ai lavori pubblici Valerio Barberis rassicura che «il progetto di demolizione adesso è stato concluso ed è passato agli uffici gara dell’Asl per la pubblicazione del bando di appalto». Tempi, comunque, allungati e molteplici sono stati fino ad adesso i problemi e gli imprevisti incontrati. Primo fra tutti la valutazione dei materiali con i quali il “Misericordia e Dolce” è stato via via costruito negli ultimi 50-40 anni, e fra questi la presenza di ben 3 chilometri di coibentante interno composto prevalentemente da amianto. Il coibentante serviva nei pluviali interni, intercapedine dei muri, messo attorno alle tubazioni di servizio dell’Ospedale, e si tratta di una quantità tutt’altro che indifferente sulla quale è stata richiesta la massima attenzione e il controllo di tutta la filiera dei lavori anche al momento in cui ci sarà la ditta appaltatrice.
I lavori dunque dovrebbero partire. In ritardo, ma dovrebbero vedere la luce. «Purtroppo la presenza sia del coibentante sia del cartongesso in grosse quantità, parliamo di tonnellate, non valutato precisamente prima, ha portato a questo ritardo che adesso però sembra compensato dall’inizio della procedura amministrativa, ossia quella della gara di appalto» prosegue Barberis.
Il progetto di demolizione presentato dall’ingegner Gavazzi già nello scorso giugno e replicato a settembre nell’incontro con la commissione comunale Urbanistica e ambiente è stato poi validato, ma i costi lievitano. La presenza dei materiali come rifiuto speciale e pericoloso, le validazioni, il progetto, la messa in opera sono passati da una previsione di spesa iniziale di poco più di 3 milioni di euro ad una, invece, che arriva oggi a circa 6 milioni.
Il monito del presidente della terza commissione Lavori pubblici Luca Roti lanciato già prima dell’estate sembra avere una prima risposta: “Sì, prima dell’estate il rallentamento delle procedure preoccupava, vedo che adesso c’è una accelerazione ma ricordiamoci sempre che un lavoro di questo genere necessita di almeno un anno dal momento dell’avvio. E ancora deve essere fatta la gara d’appalto» chiosa il presidente della terza commissione, lanciando cosi un nuovo sollecito a far presto.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
