Il Tirreno

Prato

«Solo il termovalorizzatore garantisce ambiente ed economia»

«Solo il termovalorizzatore garantisce ambiente ed economia»

Prato, Confindustria Toscana Nord e Consorzio Progetto Acqua spiegano perché sono contrari all’ipotesi del digestore anaerobico proposto dal Comune per lo smaltimento fanghi di Gida

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PRATO. Confindustria Toscana Nord e Consorzio Progetto Acqua precisano quale sia la loro posizione sulla questione Gida (digestore anaerobico o termovalorizzatore?). «Dal 1981 l’allora l’Unione Industriale Pratese, insieme al Comune di Prato, è stata l'artefice della nascita di Gida, per risolvere il problema della depurazione delle acque industriali, e della sua crescita come società. La presenza di Confindustria Toscana Nord come socio proprietario del 45,08%, e di conseguenza la presenza di rappresentanti nel CdA di Gida, nasce - viene ricordato - dagli investimenti che le nostre aziende hanno fatto per la realizzazione degli impianti che servono anche la depurazione civile; intervenendo più volte con rincari di tariffe industriali quando si è presentata la necessità di riequilibrare il bilancio. Un ruolo che riteniamo possa essere apprezzato dalla comunità e da chi la amministra: l’alternativa era l'aumento degli oneri a carico delle famiglie».

«Eventuali investimenti sbagliati- si prosegue - , e noi riteniamo sia tale l'impianto proposto in alternativa al termovalorizzatore, avrebbero un impatto devastante sui conti di Gida e di conseguenza su tutte le aziende che utilizzano la depurazione centralizzata. Infatti non esiste in funzione, non solo in Italia, un impianto come quello proposto che tratti fanghi di depurazione come quelli di Gida. La soluzione di un termovalorizzatore di ultima generazione è, a nostro avviso, l’unica che coniughi efficienza operativa, garanzie sui costi e sostenibilità ambientale. Quest’ultima sta a cuore alle industrie, ubicate in buona parte a ridosso di Gida, non meno che ai cittadini».

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«Soluzioni che di primo impatto possono sembrare più ecologiche, come quella del digestore anaerobico, essiccatore e gassificatore, comportano comunque una fase di combustione, che a differenza di quella realizzata dal termovalorizzatore non è ancora pienamente valutabile. L'impianto proposto dal Comune - viene chiarito - è meno costoso e quindi in teoria dovrebbe indurre gli industriali a preferirlo. Solo in teoria, però, perché un minor costo a fronte di troppi dubbi su sicurezza, impatto ambientale ed efficienza operativa non è una scelta che convince. In materia di sostenibilità ricordiamo che gli industriali stanno investendo oltre 20 milioni di euro per la realizzazione della fognatura industriale, opera di grande valore ambientale che avrebbe dovuto essere fatta dal pubblico».

«Il termovalorizzatore di ultima generazione è una soluzione ragionevole e sicura per l’ambiente e l’economia: lo sanno bene Confindustria Toscana Nord e Consorzio Progetto Acqua, concordi su questa posizione. Ma lo sa bene anche il CdA di Gida che – all’unanimità – un anno e mezzo fa ne ha deliberata la realizzazione reiterando nuovamente la decisione nei primi mesi del 2017. Non procedere in tal senso- è la chiosa finale - rappresenta un danno per Gida stessa e per tutto il territorio».


 

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