Il dolore
Pontetorto, un “biopile” da Oscar
L’azienda di Montemurlo ritirerà l’8 novembre a Monaco il premio Eco Performance
PRATO. In principio fu il caldo e soffice pile, quello che nell'azienda pratese Pontetorto sono bravi a produrre da oltre trent’anni, quello che ha vestito campioni del calibro di Alberto Tomba e Fernando Alonso. Ma ora è il momento del “biopile” che non inquina e va a braccetto con l’ambiente, un tessuto unico al mondo perché non rilascia quelle microfibre che sono potenzialmente pericolose per mari, fiumi e laghi. Si accinge a ritirare un riconoscimento importante l’azienda di Montemurlo che ormai da un anno a questa parte guarda al Sol Levante dopo l’ingresso del gruppo giapponese Daidoh Limited.
Il prossimo 8 novembre, a Monaco, la famiglia Banci (che è sempre presente nel consiglio di amministrazione) andrà a ritirare al salone Performance Days il premio Eco Performance destinato ai migliori produttori di tessuti tecnici e sportivi. Parla pratese così l’Eco Performance Award che ogni anno consacra il prodotto più innovativo nel campo dell’abbigliamento sportivo e dei marchi di moda tecnica. E la linea di “biopile” lo è perché, nel suo piccolo, contiene una dichiarazione d’amore per l’ambiente e la natura: mentre in un tessuto di pile normale, in fase di garzatura del poliestere, si rompono tante microfibre che poi si disperdono nelle acque dei mari e dei fiumi, il “biopile” non utilizza poliestere bensì il 100% di fibra Tencel di Lenzing che è biodegradabile persino in un ambiente difficile come l’acqua salata.
«Da sempre siamo attenti al tema della sostenibilità ricevendo anche impulsi e sollecitazioni dei nostri clienti – fa sapere Luigi Banci che fa parte del consiglio di amministrazione di Pontetorto insieme al fratello Enrico – Alla fiera di Monaco, su una rosa di 200 espositori, presenteremo dei prototipi per poi mettere in produzione la nuova linea che s’inserisce nella collezione identificata dal nostro marchio Tecnopile.
“Biopile” – prosegue Banci - rappresenta il top in un mondo, quello dello sportswear, che ha abbracciato la sostenibilità ancor prima del fashion». Tra i suoi clienti, del resto, Pontetorto annovera i marchi di abbigliamento sportivo più note nel mondo, Adidas, Salewa, The North Face. Così, grazie all’ultima novità della famiglia Pontetorto Eco-System, poco importa se le microparticelle della nostra felpa di pile si separano al momento del lavaggio: finiranno col decomporsi in meno di un anno senza residui o rischi per l’habitat dei mari, fiumi e laghi. Sfornato nel reparto di produzione di Montemurlo nella primavera di quest’anno, il “biopile” ha già riscosso successo durante una preview alle ultime fiere di settore sul lago di Costanza e a Salt Lake City: il tecnico dei tessuti della Pontetorto l’ha sviluppato nel giro di quattro mesi.
«Sappiamo che al momento questo prodotto è unico al mondo – ammette Luigi Banci - Stiamo valutando l’opportunità o meno di brevettarlo ben sapendo quanto sia difficile la normativa sulla registrazione». La mano della nuova stoffa paladina dell’ambiente è soffice e vaporosa, i colori sono quelli disponibili già per le altre tipologie di pile.
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