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Prato

L’addio ufficiale a Confindustria

L’addio ufficiale a Confindustria

L’impresa di Montemurlo ha deciso di uscire dall’associazione

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PRATO. Rotto ogni indugio, stavolta la decisione è definitiva. Un altro nome storico, il quinto in ordine di tempo dopo Gruppo Colle, Cangioli 1859, tintoria Fratelli Pratesi e lavatura La Fonte, dice addio a Confindustria Toscana Nord: anche la Pontetorto di Montemurlo ha deciso di fare le valigie con "dimissioni" effettive dal prossimo 1° gennaio. A lasciare è il lanificio, il cuore della produzione, mentre in casa Confidustria resta il reparto rifinizione di Pontetorto facente capo alla Delfino srl. Scelta inversa rispetto a quella compiuta dall’azienda Cangioli che aveva deciso di rimanere con il lanificio mentre per il ramo della rifinizione (Pentarif) s'era consumato il divorzio da Confindustria. Ora la disdetta è ufficiale anche per lo storico lanificio del distretto che due anni fa soffiò trenta candeline sulla torta di compleanno del pile. Ma nel 2016, proprio di questi tempi, la Daidoh Limited, azienda del Sol Levante quotata in borsa acquistava il 65% delle azioni della Pontetorto. «Ormai siamo diventati una realtà internazionale a tutti gli effetti, in Giappone non conoscono il sistema Confindustria – spiega Luigi Banci, membro del consiglio di amministrazione - Siamo controllati da una multinazionale giapponese e non potremmo beneficiare di bandi europei». A monte c'è anche una scelta "politica", la presa d’atto di una distanza da un mondo, quello di Confindustria, che in passato a Banci aveva dato tanto. Ma quelli erano i tempi dell’Unione industriale pratese che ora non esiste più, dopo la fusione con Lucca e Pistoia. «Un mondo dal quale mi sono un po’ allontanato dopo aver constatato che certe battaglie per il distretto non venivano più portate avanti. Un tema, ad esempio, era quello della reciprocità dei dazi». Lo strappo di Gruppo Colle, Cangioli 1859, tintoria Fratelli Pratesi, lavatura La Fonte e ora Pontetorto non farà rumore come l’uscita di Fiat e Nuovo Pignone: di sicuro, un dato su cui riflettere che richiama la crisi dei corpi di rappresentanza. (m.l.)

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