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Prato

Nascoste in casa le armi delle rapine

Nascoste in casa le armi delle rapine

La squadra mobile sequestra in due distinte operazioni un fucile da caccia grossa e una pistola col silenziatore. Due arresti

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PRATO. Una pistola di origine ceka col silenziatore nascosta in cucina, un fucile da caccia grossa occultato dentro le molle di un materasso. Sono armi pericolse utilizzate nelle rapine, ne sono convinti gli uomini della squadra mobile della questura di Prato, scoperte e sequestrate in due distinte operazioni avvenute il 30 e 31 ottobre. Nel caso della pistola anche con due arresti.

Partendo dalla pistola, i protagonisti della vicenda sono due giovani albanesi che, almeno formalmente, avrebbero dovuto essere l’uno nel suo Paese, dopo essere stato espulso due anni fa, e l’altro agli arresti domiciliari dopo una condanna. Di fatto però Marin Gurakuqi, 30 anni e Paolin Rudi di 22, da qualche mese avevano ricostruito parte della banda resasi protagonista di una serie di rapine (almeno cinque) in sale giochi e bische cinesi, avvenute fra il 2014 e il 2015 fra Prato e Campi Bisenzio. E si appoggiavano nella residenza del Marin in via Vallercorsi, dove il trentenne albanese stava scontando la pena agli arresti domiciliari, con l’obbligo di restare in casa la sera, misura mitigata per la buona condotta manifestata in carcere. Paolin, invece, è rientrato in Italia grazie a un permesso turistico firmato in Germania che, come prevede il trattato di Schegen, è valido anche per l’Italia.

Che il loro sodalizio non fosse legato solo a motivi di mera amicizia e vicinanza dovuta alla comune provenienza, lo dimostra il ritrovamento fatto dagli uomini della squadra mobile della Questura, condotta da Francesco Nannucci, il 31 ottobre. Insospettiti dalla nuova frequentazione dei due, i poliziotti hanno effettuato una perquisizione nella casa di via Vallercorsi. La sorpresa, e la conferma delle reali intenzioni dei due malviventi, è arrivata dallo sfiato del gas nella cucina. Togliendo la grata, la squadra mobile ha trovato una pistola clandestina di fabbricazione ceka, completa di otto cartucce e con un silenziatore, supporto vietato in Italia. La canna era stata scannellata ad arte per consentire l’inserimento del silenziatore. I due albanesi sono stati arrestati per detenzione di arma clandestina alterata.

Nelle soffitte pratesi si può trovare di tutto. Anche un pericoloso fucile per la caccia grossa, marca Benelli ma venduto solo in Spagna, con 27 proiettili calibro 300 magnum, in grado di uccidere un rinoceronte. Gli uomini della squadra hanno trovato l’arma, nella sua custodia, dentro un materasso durante un blitz in un affittacamere in via Lazzerini. Il controllo è avvenuto lunedì scorso in seguito ad alcune segnalazioni. Il terratetto è passato di mano in queste settimane e il nuovo proprietario, cinese come il precedente, vuole ricavarci un affittacamere per connazionali. I nuovi titolari stavano procedendo alla sistemazione delle camere e al momento del controllo non c’era nessuno e le stanze erano pressoché vuote. L’attenzione dei poliziotti si è concentrata però sulla della soffitta chiusa a chiave e col lucchetto. Una volta forzato l’ingresso, all’interno hanno trovato un materasso steso per terra, dentro il quale, in mezzo alle molle c’era la custodia col fucile e i suoi proiettili. Si tratta di un’arma, peraltro con matricola abrasa, non venduta in Italia, ma probabilmente rubata e portata dalla Spagna. Costruita per essere adoperata per la caccia di animali di grossa taglia, in realtà può essere utilizzata anche per le rapine. Gli inquirenti pensano che il fucile appartenga a qualcuno, quasi sicuramente cinese, che ha frequentato la casa in precedenza e l’abbia nascosto. Per il momento la polizia ha presentato una denuncia contro ignoti e il fucile è stato sequestrato.

Francesco Albonetti

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